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Spese condominiali: come sono suddivise e come controllarle

🏢 Cosa stai realmente pagando? Impara a leggere le spese condominiali, capire come sono suddivise e individuare addebiti e anomalie da controllare.

Beppe Genova by Beppe Genova
07/09/2026
in Casa e Giardino, Casa, affitti e condominio
Reading Time: 17min read
come controllare spese condominiali
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Quando arriva il prospetto delle spese condominiali, è facile concentrarsi soltanto sull’ultima colonna: quanto devo pagare? In realtà, prima ancora dell’importo finale, sarebbe utile capire che cosa stiamo pagando, come sono state suddivise le spese e perché alcune voci compaiono ogni anno mentre altre appaiono soltanto occasionalmente.

Pulizia delle scale, luce delle parti comuni, assicurazione, compenso dell’amministratore, ascensore, acqua, riscaldamento, manutenzioni e lavori straordinari possono comparire nello stesso documento, ma non sono necessariamente ripartiti nello stesso modo. Inoltre, non tutti i condomìni hanno gli stessi servizi e non tutte le spese di un edificio devono necessariamente essere sostenute da tutti i proprietari.

Saper leggere almeno nelle sue parti essenziali il prospetto delle spese condominiali permette quindi di effettuare un primo controllo: verificare le voci principali, capire quale criterio è stato utilizzato, confrontare preventivo e consuntivo e accorgersi di un possibile doppio addebito, di una spesa individuale attribuita alla persona sbagliata o di un costo relativo a un servizio del quale la propria unità non fa parte. Se emergono problemi, il passo successivo sarà capire se e come la spesa possa essere contestata.

Indice Guida Gratis:

  • Come sono suddivise le spese condominiali e come controllare il prospetto
    • Cosa sono esattamente le spese condominiali
    • Quali spese condominiali ci sono quasi sempre
    • Spese fisse, variabili e straordinarie: una distinzione pratica
    • Perché non tutte le spese vengono divise allo stesso modo
    • Il “condominio parziale”: quando una spesa non riguarda tutti
    • Millesimi: perché compaiono nel prospetto
    • Perché nel prospetto possono comparire millesimi differenti
    • Preventivo, consuntivo e riparto: non sono la stessa cosa
    • Come leggere un prospetto delle spese condominiali
    • Le cose “macro” da controllare subito
    • Attenzione agli addebiti individuali
    • Come controllare che una spesa esista davvero
    • Un esempio di controllo di una spesa
    • Le spese dell’anno precedente possono ricomparire?
    • Come capire se stiamo pagando una spesa due volte
    • Quando una spesa molto alta non significa necessariamente errore
    • E se il conto non torna?
    • Se il problema riguarda una spesa straordinaria
    • Controllare non significa smettere autonomamente di pagare
    • Un metodo semplice per leggere ogni nuovo prospetto
    • In conclusione: il prospetto va letto prima di guardare quanto c’è da pagare
    • Checklist: 12 controlli da fare sulle spese condominiali

Come sono suddivise le spese condominiali e come controllare il prospetto

Cosa sono esattamente le spese condominiali

Le spese condominiali sono i costi sostenuti per conservare, amministrare e utilizzare le parti e i servizi comuni dell’edificio.

Il Codice civile considera comuni, salvo che dal titolo risulti diversamente, numerosi elementi dell’edificio: per esempio terreno, fondazioni, muri maestri, tetti e lastrici solari, scale, portoni, vestiboli, anditi, portici, cortili e facciate, oltre a determinati locali, opere e impianti destinati all’uso comune.

A questi beni sono collegati costi molto differenti.

Il condominio può pagare una società per pulire le scale, una compagnia per l’energia elettrica dell’androne, un’impresa per la manutenzione dell’ascensore, il premio dell’assicurazione, il compenso dell’amministratore oppure migliaia di euro per rifare un tetto.

Per questo parlare genericamente di “spese condominiali” può essere fuorviante: il totale che troviamo nel prospetto è la somma di voci che possono avere natura e criteri di ripartizione differenti.

Quali spese condominiali ci sono quasi sempre

Non esiste una lista di costi obbligatori identica per ogni edificio.

Un piccolo condominio senza ascensore e senza amministratore professionista avrà una struttura di costi completamente diversa rispetto a un complesso residenziale con ascensori, giardino, portineria, garage e riscaldamento centralizzato.

Esistono però alcune categorie che ricorrono frequentemente.

Categoria Esempi Frequenza indicativa
Gestione amministratore, conto corrente, cancelleria generalmente ricorrente
Pulizia scale, androne, parti comuni generalmente ricorrente
Energia illuminazione scale e parti comuni ricorrente
Assicurazione polizza fabbricato, se stipulata generalmente annuale
Manutenzione piccoli interventi sulle parti comuni variabile
Ascensore energia, verifiche, manutenzione solo se presente
Riscaldamento gestione e consumi dell’impianto comune solo se centralizzato
Acqua comune consumi secondo impianto e organizzazione variabile
Giardino manutenzione del verde solo se presente
Portineria servizio e relativi costi solo se presente
Garage/cancelli manutenzione e automazioni se presenti
Lavori straordinari tetto, facciata, impianti ecc. occasionali

La tabella permette già di capire una cosa importante: non esiste una “spesa condominiale standard” valida per qualsiasi appartamento.

Anche confrontare semplicemente quanto paga un amico che vive in un edificio delle stesse dimensioni può quindi avere poco significato.

Spese fisse, variabili e straordinarie: una distinzione pratica

Per leggere facilmente un prospetto possiamo dividere mentalmente le spese in tre grandi famiglie.

Le spese ricorrenti o relativamente fisse sono quelle che normalmente ritroviamo ogni anno: compenso dell’amministratore, assicurazione se presente, manutenzioni programmate e determinati contratti di servizio.

Le spese variabili dipendono invece dall’effettivo utilizzo o dal costo dei servizi: energia, acqua, riscaldamento, interventi di manutenzione non programmati e altre voci che possono cambiare sensibilmente da un esercizio all’altro.

Infine ci sono le spese straordinarie, legate per esempio a importanti lavori sulla facciata, sul tetto, sugli impianti o su altre parti comuni.

Questa distinzione non sostituisce le classificazioni giuridiche e contabili, ma è molto utile quando vogliamo capire perché quest’anno il condominio costa molto più dell’anno precedente.

Perché non tutte le spese vengono divise allo stesso modo

Il riferimento fondamentale è l’articolo 1123 del Codice civile.

Come regola generale, le spese necessarie per la conservazione e il godimento delle parti comuni, per i servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza vengono sostenute dai condòmini in misura proporzionale al valore della proprietà, salvo diversa convenzione.

Ma la norma non si ferma qui.

Se una cosa è destinata a servire i condòmini in misura diversa, le spese vengono ripartite in proporzione all’uso che ciascuno può farne.

E se un’opera, un impianto, un cortile, una scala o un lastrico serve soltanto una parte dell’edificio, le relative spese possono gravare soltanto sul gruppo di condòmini che ne trae utilità.

Per approfondire il principio è possibile consultare direttamente l’articolo 1123 del Codice civile.

Il “condominio parziale”: quando una spesa non riguarda tutti

Questo è uno dei primi aspetti da controllare quando una voce ci sembra strana.

Immaginiamo un fabbricato composto da due scale indipendenti, A e B.

Se viene effettuato un intervento su un impianto che serve esclusivamente la scala A, non possiamo automaticamente concludere che il costo debba essere distribuito anche ai proprietari della scala B.

Un altro esempio può essere un cancello automatizzato che serve soltanto una determinata area garage oppure un impianto destinato esclusivamente a una parte del fabbricato.

È il fenomeno comunemente definito condominio parziale.

Questo non significa che un condomino possa decidere autonomamente di non pagare una voce semplicemente sostenendo di “non usarla”. Il concetto giuridico di possibilità d’uso e utilità non coincide necessariamente con l’utilizzo volontario che il singolo decide di farne.

Però, quando nel prospetto compare una spesa relativa a una parte dell’edificio chiaramente separata dalla propria, vale la pena controllare quale tabella sia stata applicata e quali unità siano state incluse nel riparto.

Millesimi: perché compaiono nel prospetto

Molte spese vengono ripartite utilizzando i millesimi.

Il valore dell’intero edificio viene convenzionalmente rappresentato da 1.000 e a ogni proprietà viene attribuita una quota.

Se il nostro appartamento possiede 80 millesimi, significa che rappresenta 80/1.000 del valore considerato nella relativa tabella.

In una situazione nella quale una spesa di 10.000 euro debba effettivamente essere ripartita integralmente secondo quella tabella:

10.000 × 80 ÷ 1.000 = 800 euro

Questo calcolo è semplice.

Il punto più importante da controllare è però un altro: era proprio quella la tabella da utilizzare per quella spesa?

Per sapere come vengono costruite e modificate le tabelle puoi approfondire nella nostra guida su come calcolare le quote millesimali di un condominio.

Perché nel prospetto possono comparire millesimi differenti

Aprendo un rendiconto potremmo scoprire che il nostro appartamento non presenta sempre lo stesso valore in tutte le colonne.

Non è necessariamente un errore.

Oltre alla tabella generale di proprietà possono essere applicate tabelle o criteri specifici per determinati servizi.

Un esempio importante riguarda scale e ascensori. L’articolo 1124 c.c. stabilisce uno specifico criterio per la loro manutenzione e sostituzione: metà della spesa viene ripartita in ragione del valore delle singole unità immobiliari e l’altra metà esclusivamente in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo.

Quindi “ho 80 millesimi e mi hanno addebitato più dell’8%” non dimostra, da solo, che il prospetto sia sbagliato.

Bisogna prima capire quale spesa stiamo esaminando.

Preventivo, consuntivo e riparto: non sono la stessa cosa

Un’altra fonte frequente di confusione è la presenza di documenti e cifre differenti.

Il preventivo indica le spese che si prevede di sostenere nel successivo esercizio e consente di determinare le rate richieste durante l’anno.

Il consuntivo fotografa invece ciò che è effettivamente avvenuto.

Il riparto attribuisce ai singoli condòmini le rispettive quote secondo i criteri applicati.

Da qui può nascere il conguaglio.

Supponiamo che durante l’anno siano state richieste quattro rate da 300 euro:

300 × 4 = 1.200 euro versati

A fine esercizio, però, la quota effettiva delle spese attribuite all’appartamento risulta di 1.350 euro.

Il conguaglio sarà:

1.350 – 1.200 = 150 euro da pagare

Se invece le spese effettive fossero state 1.100 euro:

1.200 – 1.100 = 100 euro a credito

Perciò un conguaglio non è automaticamente una nuova spesa: può semplicemente essere la differenza tra quanto anticipato e quanto effettivamente attribuito all’unità.

Come leggere un prospetto delle spese condominiali

Vediamo un esempio volutamente semplificato.

Voce Spesa totale Criterio indicato Quota appartamento
Amministrazione € 3.000 tabella generale € 240
Assicurazione € 2.000 tabella generale € 160
Pulizia € 4.500 tabella prevista € 390
Ascensore € 3.600 tabella ascensore € 410
Luce comune € 1.500 tabella prevista € 125
Riparazione tetto € 5.000 tabella applicabile € 400
Spesa individuale — addebito diretto € 75
Totale attribuito € 1.800

Non dobbiamo limitarci a leggere €1.800.

Per ogni riga possiamo domandarci: riconosco questa spesa? Riguarda il mio edificio o la mia porzione di edificio? È stata applicata la tabella corretta? La quota individuale è effettivamente mia?

È così che si effettua un primo controllo utile.

spese condominiali tipologiaLe cose “macro” da controllare subito

Non serve essere amministratori o commercialisti per individuare alcune anomalie evidenti.

La prima verifica riguarda il totale: se l’importo annuale è aumentato molto rispetto all’esercizio precedente, bisogna capire quali voci hanno prodotto l’incremento.

Poi conviene controllare le spese straordinarie. Se compaiono 20.000 euro per una facciata o 8.000 euro per un impianto, dobbiamo poter ricondurre la spesa ai lavori deliberati.

Un altro controllo riguarda le tabelle utilizzate. Una spesa riferita esclusivamente a una scala, a un impianto o a un gruppo di box merita attenzione se è stata attribuita indistintamente a tutto il condominio.

Infine vanno controllati saldo precedente, rate versate e addebiti personali.

Attenzione agli addebiti individuali

Nel prospetto possono comparire anche importi attribuiti esclusivamente a un condomino.

Per esempio potrebbe trattarsi di una spesa sostenuta dal condominio in relazione a una specifica unità, di un intervento individuale o di altre somme che l’amministratore ritiene imputabili al singolo.

Queste voci meritano un controllo particolare proprio perché non derivano dalla normale moltiplicazione di una spesa comune per una quota millesimale.

Se non riconosciamo l’addebito, la prima cosa da fare è chiedere a cosa si riferisca e quale documento lo giustifichi.

Come controllare che una spesa esista davvero

Il rendiconto condominiale non è un documento che il condomino debba accettare “alla cieca”.

L’articolo 1130-bis del Codice civile stabilisce che il rendiconto debba contenere le voci di entrata e uscita e gli altri dati inerenti alla situazione patrimoniale, ai fondi disponibili e alle eventuali riserve in modo da consentirne l’immediata verifica.

La norma prevede inoltre la possibilità per condòmini e titolari di diritti reali o di godimento sulle unità immobiliari di prendere visione dei documenti giustificativi di spesa ed estrarne copia a proprie spese.

Questo significa che, davanti a una voce importante che non comprendiamo, possiamo chiedere di verificare la relativa documentazione.

Il testo dell’articolo 1130-bis del Codice civile permette di approfondire direttamente cosa deve contenere il rendiconto.

Un esempio di controllo di una spesa

Supponiamo di trovare nel consuntivo:

Manutenzione cancello garage: €4.000

La nostra quota è €320.

Prima di concludere che l’importo sia sbagliato possiamo verificare:

che l’intervento sia effettivamente stato eseguito; quale cancello sia interessato; quali unità immobiliari siano servite da quel cancello; quale criterio o tabella sia stato utilizzato; come si arriva matematicamente ai 320 euro.

Se scopriamo che il cancello serve esclusivamente un corpo garage del quale la nostra unità non fa parte, abbiamo individuato una questione da approfondire.

Se invece scopriamo che l’impianto serve anche la nostra proprietà e che è stata correttamente applicata la relativa tabella, il fatto di non utilizzare personalmente il garage con frequenza non basta necessariamente a rendere l’addebito illegittimo.

Le spese dell’anno precedente possono ricomparire?

Sì, ed è un altro punto che può creare equivoci.

Nel prospetto possiamo trovare un saldo dell’esercizio precedente, crediti, debiti, rate non pagate o somme già anticipate.

Per questo bisogna distinguere una nuova spesa da un saldo contabile proveniente dall’anno precedente.

Se troviamo:

Saldo precedente: €240

non dobbiamo automaticamente interpretarlo come “240 euro di nuove spese”.

Occorre verificare da quale rendiconto provenga, se sia un debito o un credito e se siano stati correttamente registrati tutti i pagamenti già effettuati.

Come capire se stiamo pagando una spesa due volte

Un sospetto frequente è il doppio addebito.

La presenza della stessa descrizione in due documenti non significa necessariamente che la spesa sia stata duplicata: potrebbe comparire nel preventivo e successivamente nel consuntivo oppure essere stata anticipata attraverso le rate e poi riportata nel riepilogo finale.

Il controllo corretto consiste nel seguire il percorso della cifra:

preventivo → rate richieste → pagamenti effettuati → consuntivo → conguaglio finale.

Se una somma già pagata non compare tra gli acconti o i versamenti contabilizzati, allora sì, c’è un’anomalia concreta da chiarire.

Quando una spesa molto alta non significa necessariamente errore

Confrontare il totale con l’anno precedente è utilissimo, ma bisogna evitare conclusioni affrettate.

Se nel 2025 abbiamo pagato 1.200 euro e nel 2026 ne vengono richiesti 2.100, la differenza è notevole.

Ma potrebbero esserci stati lavori straordinari, un aumento dei costi energetici, una manutenzione importante o un conguaglio relativo all’esercizio precedente.

La domanda corretta non è quindi soltanto:

“Perché pago 900 euro in più?”

ma:

“Quali voci spiegano questi 900 euro in più?”

Un buon prospetto dovrebbe permettere di ricostruirlo.

E se il conto non torna?

A questo punto bisogna distinguere il controllo dalla contestazione.

Chiedere spiegazioni all’amministratore, verificare una fattura o segnalare un possibile errore materiale non equivale necessariamente a impugnare una deliberazione assembleare.

Se dal controllo emergono invece errori nel riparto, addebiti non dovuti o altri problemi relativi alla delibera che ha approvato le spese, diventa importante capire quale tipo di contestazione sia possibile e quali termini debbano essere rispettati.

Abbiamo dedicato a questo passaggio la guida Come contestare le spese condominiali: motivi, termini e procedura, nella quale analizziamo quando contestare, a chi rivolgersi, quali documenti raccogliere e quali scadenze non devono essere ignorate.

Se il problema riguarda una spesa straordinaria

Una facciata, un tetto, un ascensore o un importante intervento sugli impianti può comportare esborsi di migliaia di euro per singolo proprietario.

In questi casi il controllo deve riguardare non soltanto l’operazione matematica, ma anche la deliberazione dei lavori, la corretta attribuzione della spesa e il criterio utilizzato per il riparto.

Se il dubbio riguarda specificamente questo tipo di interventi, puoi approfondire nella nostra guida su come contestare le spese condominiali straordinarie.

Controllare non significa smettere autonomamente di pagare

È una distinzione importante.

Il fatto che una voce ci sembri sbagliata non significa che sia prudente cancellarla dal prospetto e pagare soltanto ciò che riteniamo corretto.

Una cosa è chiedere chiarimenti e documenti; altra cosa è contestare formalmente una spesa o una deliberazione.

Inoltre, per determinate impugnazioni esistono termini precisi. L’articolo 1137 del Codice civile prevede, per le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio che rientrano nel suo ambito, un termine di 30 giorni, che decorre dalla data della deliberazione per dissenzienti o astenuti e dalla comunicazione per gli assenti.

Per questo, quando il problema non è un semplice errore materiale ma può riguardare la validità della deliberazione, è opportuno non lasciare trascorrere il tempo confidando soltanto in uno scambio informale di e-mail.

Un metodo semplice per leggere ogni nuovo prospetto

Quando riceviamo il prossimo rendiconto, invece di partire dal totale possiamo seguire un percorso molto più efficace.

Guardiamo prima il totale complessivo dell’esercizio e confrontiamolo con l’anno precedente. Individuiamo le due o tre voci che sono aumentate maggiormente. Separiamo mentalmente spese ricorrenti e lavori straordinari. Controlliamo quali tabelle sono state utilizzate per le voci più importanti e verifichiamo eventuali addebiti individuali.

Poi confrontiamo quanto ci è stato attribuito con le rate che abbiamo già versato.

Soltanto alla fine guardiamo il saldo.

In questo modo il numero scritto in fondo al prospetto smette di essere una cifra incomprensibile e diventa il risultato di una serie di passaggi che possiamo almeno in parte ricostruire.

In conclusione: il prospetto va letto prima di guardare quanto c’è da pagare

Le spese condominiali non sono un’unica voce e non vengono necessariamente suddivise tutte allo stesso modo.

Alcune ricorrono praticamente ogni anno, altre dipendono dai servizi presenti nell’edificio e altre ancora compaiono soltanto quando vengono deliberati lavori o si verificano particolari necessità.

Il primo controllo consiste quindi nel capire cosa è stato speso, per quale parte dell’edificio, con quale criterio e quanto è stato attribuito alla nostra proprietà.

Solo dopo ha senso verificare l’operazione matematica.

E se qualcosa non torna, prima di parlare di contestazione è utile recuperare prospetto, delibere e documenti giustificativi e individuare esattamente l’anomalia. A quel punto le nostre guide sulla contestazione delle spese condominiali e sulle spese straordinarie contestate dal proprietario permettono di passare dal semplice controllo alle eventuali azioni successive.


Checklist: 12 controlli da fare sulle spese condominiali

Prima di pagare il saldo o il conguaglio, prendi il prospetto dell’amministratore e verifica una voce alla volta. Puoi utilizzare questa checklist come controllo preliminare: una casella che non riesci a spuntare non significa necessariamente che la spesa sia errata, ma indica un punto sul quale può essere utile chiedere chiarimenti o documentazione.

☐ Il totale delle spese corrisponde al rendiconto approvato
Controlla che l’importo complessivo utilizzato nel riparto coincida con quello riportato nel rendiconto.

☐ Riconosco tutte le principali voci di spesa
Amministrazione, pulizia, assicurazione, ascensore, energia, acqua, riscaldamento, manutenzioni e lavori straordinari devono essere comprensibili e identificabili.

☐ Ho confrontato le spese con quelle dell’anno precedente
Se una voce è aumentata molto, cerca nel rendiconto o nella nota esplicativa la causa della differenza.

☐ Le spese straordinarie corrispondono ai lavori deliberati
Controlla che facciata, tetto, ascensore o altri interventi importanti corrispondano alle opere effettivamente deliberate ed eseguite o contabilizzate.

☐ Per le spese più importanti è stata utilizzata la tabella corretta
Non tutte le spese vengono necessariamente ripartite utilizzando i millesimi generali di proprietà.

☐ I millesimi attribuiti al mio appartamento sono quelli corretti
Confrontali con la tabella millesimale applicabile alla relativa spesa.

☐ Non sto pagando servizi o parti dell’edificio che non riguardano la mia unità
Verifica soprattutto spese relative a scale separate, impianti, cortili, garage o altre parti che potrebbero servire soltanto un gruppo di condòmini.

☐ Gli addebiti personali sono effettivamente riferiti a me
Se trovi una voce individuale, verifica il motivo dell’addebito e la relativa documentazione.

☐ Tutte le rate che ho già pagato risultano contabilizzate
Confronta il prospetto con bonifici, ricevute o altri pagamenti effettuati durante l’anno.

☐ Il saldo dell’esercizio precedente è corretto
Controlla che eventuali debiti o crediti riportati dal precedente rendiconto coincidano con la situazione effettiva.

☐ Il conguaglio è matematicamente comprensibile
In linea generale devi riuscire a ricostruire il passaggio tra spese attribuite alla tua unità, somme già versate ed eventuale saldo finale.

☐ Posso ricondurre le spese rilevanti a fatture o documenti giustificativi
Se una voce importante non è chiara, chiedi di visionare la relativa documentazione prima di concludere che si tratti di un errore.

✓ Tutte le caselle sono spuntate? Il prospetto ha superato almeno i principali controlli preliminari.

⚠ Una o più caselle non tornano? Non significa automaticamente che l’addebito sia illegittimo. Individua esattamente la voce dubbia, chiedi chiarimenti e documentazione all’amministratore e, se emerge una reale anomalia, verifica modalità e termini per un’eventuale contestazione.

🔎 Come realizziamo le nostre guide

Le informazioni contenute in questa guida sono state verificate sulla disciplina del Codice civile relativa alla ripartizione delle spese, al rendiconto e alle deliberazioni condominiali. Gli esempi numerici hanno finalità divulgativa e servono a comprendere il funzionamento di un prospetto: regolamento, titoli, caratteristiche dell’edificio e singole deliberazioni possono modificare la situazione concreta.

 

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Beppe Genova

Beppe Genova

Beppe Genova è autore e responsabile editoriale di Guide-Online.it. Cura guide pratiche e tutorial verificando fonti, procedure e aggiornamenti, con particolare attenzione alla chiarezza e all’utilità per i lettori.

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