Con l’arrivo delle belle giornate torna la voglia di tirare fuori le sedie a sdraio, e dopo averle pulite a dovere, sistemarle sul terrazzo o in giardino e concedersi qualche momento di riposo. Può però capitare che, dopo essere rimasta inutilizzata per mesi, una sdraio presenti la tela strappata, una vite allentata o un meccanismo che non si blocca più correttamente.
Prima di buttarla, vale la pena controllare le sue condizioni. Se il telaio è ancora solido e il danno riguarda soltanto la seduta, una riparazione può essere relativamente semplice e conveniente. Diverso è il caso di una struttura deformata, incrinata o indebolita, che potrebbe non essere più sicura.
In questa guida vedremo come valutare il danno, sostituire la tela di una sdraio, intervenire sulle fasce elastiche, stringere viti e bulloni e capire quando è preferibile rinunciare al fai da te.
Indice Guida Gratis:
Come riparare una sedia a sdraio senza comprometterne la sicurezza
Riparare una sedia a sdraio può sembrare un lavoro facile, ma la seduta deve sostenere il peso della persona e resistere alla tensione prodotta dal corpo. Per questo motivo non basta coprire uno strappo o fissare la tela con qualche punto improvvisato.
Prima di procedere bisogna individuare il materiale della struttura, il tipo di rivestimento e il sistema con cui la seduta è fissata. Le sdraio più comuni possono avere un telaio in legno, metallo o plastica e una seduta realizzata in tela, tessuto tecnico, rete plastificata oppure fasce intrecciate.
I tessuti specifici per sedute da esterno sono progettati per sopportare tensione, umidità ed esposizione agli agenti atmosferici. Esistono infatti materiali destinati espressamente alla sostituzione delle sedute “sling” e all’imbottitura degli arredi da esterno.
Controllare lo stato della sdraio
La prima operazione consiste nell’aprire completamente la sedia e appoggiarla su una superficie stabile. Bisogna quindi controllare:
- la presenza di crepe, deformazioni o parti arrugginite;
- la stabilità delle cerniere e degli snodi;
- lo stato di viti, dadi e bulloni;
- la solidità della tela e delle cuciture;
- il corretto funzionamento del sistema di inclinazione;
- la presenza di bordi taglienti o parti sporgenti.
Se la struttura si muove lateralmente, il legno è marcio o presenta crepe profonde, oppure il metallo è fortemente corroso, la riparazione della tela non è sufficiente. Una sdraio che cede improvvisamente può provocare una caduta e non dovrebbe essere utilizzata fino a quando il problema strutturale non sia stato risolto.
Conviene inoltre verificare la disponibilità di un ricambio originale. Alcuni modelli utilizzano teli sagomati, bacchette, canaline o fissaggi specifici che non possono essere sostituiti facilmente con un semplice pezzo di stoffa.
Quando basta riparare un piccolo strappo
Una piccola lacerazione può essere riparata soltanto quando il resto del tessuto è ancora resistente. Se la tela appare scolorita, rigida, assottigliata o si strappa facilmente tirandola con le mani, una toppa servirebbe a poco: il materiale potrebbe cedere in un altro punto non appena qualcuno si siede.
Per un taglio limitato e lontano dai punti di maggiore tensione si può utilizzare una toppa realizzata con un materiale compatibile, applicata su entrambi i lati quando possibile. La cucitura deve essere eseguita con filo resistente per esterni e punti ravvicinati.
Sulle tele plastificate possono esistere kit di riparazione adesivi o termosaldabili. Prima di usarli bisogna controllare che siano compatibili con il materiale e che il produttore li consideri adatti a una seduta sottoposta a carico.
Una riparazione localizzata non è invece consigliabile quando lo strappo si trova in prossimità del bordo, delle bacchette di fissaggio o delle cuciture principali. Sono le zone sulle quali si concentra maggiormente la tensione e una toppa potrebbe staccarsi rapidamente.
Come sostituire la tela della sedia a sdraio
Se la tela è molto rovinata, la soluzione migliore consiste nel sostituirla completamente. Prima di smontare il vecchio rivestimento è utile fotografare la sdraio da più angolazioni, così da ricordare come il materiale è avvolto, cucito o inserito nella struttura.
La tela vecchia deve essere rimossa con cautela, evitando di tagliarla subito. Può infatti servire come modello per ricavare la forma e le dimensioni del nuovo rivestimento.
Occorre misurare:
- la larghezza della seduta;
- la lunghezza complessiva della tela;
- la parte avvolta attorno alle traverse;
- la posizione delle cuciture;
- l’eventuale diametro delle bacchette;
- i margini necessari per gli orli.
Nel vecchio articolo si consigliava di lasciare quattro o cinque centimetri per parte. L’idea di prevedere un margine è corretta, ma non esiste una misura valida per tutte le sdraio. Il margine dipende dal sistema di montaggio, dallo spessore delle traverse, dalla necessità di creare un’asola e dal tipo di tessuto.
La soluzione più affidabile è riportare sulla nuova tela la sagoma di quella originale, aggiungendo il margine necessario per le cuciture. Prima di tagliare è opportuno controllare le misure almeno due volte.
Quale tessuto scegliere
Non bisogna utilizzare una comune stoffa da arredamento o un tessuto leggero. La nuova seduta deve essere realizzata con tela robusta per esterni, tessuto tecnico da sdraio oppure materiale specifico per sedute “sling”.
Questi tessuti sono prodotti per resistere meglio all’umidità, all’esposizione solare e alla tensione continua. I materiali per sedute da esterno sono venduti anche come rivestimenti sostitutivi e possono essere disponibili in diverse trame, colori e grammature.
Una tela leggermente plastificata può risultare pratica perché assorbe meno acqua, ma deve comunque essere adatta a sostenere il peso di una persona. Non basta che sia impermeabile: deve essere anche resistente allo strappo e alla trazione.
I colori scuri tendono a scaldarsi maggiormente al sole, mentre quelli molto chiari mostrano più facilmente le macchie. La scelta dovrebbe quindi tenere conto sia dell’estetica sia del luogo in cui la sdraio verrà utilizzata.
Come fissare correttamente la nuova tela
Il sistema di fissaggio varia da un modello all’altro. Nelle sdraio tradizionali in legno la tela può essere avvolta attorno alle traverse e cucita formando un’asola. In altri modelli viene inserita in canaline laterali mediante bacchette flessibili oppure bloccata con elementi metallici specifici.
La tela non deve essere montata completamente rigida. Deve rimanere abbastanza tesa da sostenere il corpo, ma conservare una leggera curvatura quando la sdraio è aperta. Un rivestimento troppo corto può esercitare una pressione eccessiva sulla struttura; uno troppo lungo, invece, rende la seduta instabile e scomoda.
Per una sdraio con tela cucita si può utilizzare un ago robusto, filo ad alta resistenza e un ditale. La cucitura dovrebbe essere doppia e regolare, preferibilmente realizzata con una macchina capace di lavorare tessuti pesanti.
Le normali graffette da ufficio o una semplice spillatrice non sono adeguate. Anche l’utilizzo di una graffatrice manuale richiede cautela: le graffe possono essere adatte soltanto a determinati telai e devono avere misura e materiale compatibili. Se il modello originale prevedeva una cucitura o una canalina, è preferibile riprodurre quel sistema.
Come sostituire le fasce intrecciate
Alcune sedie da giardino non hanno una tela unica, ma fasce in plastica, vinile o polipropilene intrecciate tra loro. In questo caso le parti rovinate possono essere sostituite con apposite cinghie per sedute da esterno.
Esistono rotoli di fasce specificamente destinati alla riparazione di sedie e lettini da giardino.
Prima di rimuovere le vecchie fasce è consigliabile fotografare l’intreccio. La nuova striscia deve essere tagliata considerando il margine necessario per il fissaggio e montata seguendo lo stesso percorso della precedente.
Le fasce devono risultare tese in modo uniforme. Se soltanto alcune vengono strette eccessivamente, la seduta può deformarsi e scaricare il peso in maniera irregolare sul telaio.
Come riparare struttura e meccanismo
Quando la tela è ancora integra, il problema può dipendere da una vite allentata o da uno snodo bloccato. In questo caso bisogna verificare tutti i punti di collegamento e stringere con l’attrezzo corretto viti, dadi e bulloni.
Le viti mancanti devono essere sostituite con ricambi dello stesso diametro, lunghezza e materiale. Non conviene montare una vite più lunga senza controllare il lato opposto, perché potrebbe sporgere e provocare tagli.
Sugli snodi metallici si può applicare una quantità minima di lubrificante compatibile, eliminando poi l’eccesso con un panno. Il prodotto non deve raggiungere la tela, perché potrebbe macchiarla.
Per una struttura in legno si possono carteggiare soltanto piccole schegge superficiali e proteggere il materiale con un trattamento adatto agli arredi esterni. Il legno massiccio esposto alle intemperie richiede manutenzione periodica per limitare crepe e deterioramento.
Una traversa spezzata o una crepa in corrispondenza di uno snodo rappresentano invece danni strutturali. Incollare semplicemente la parte potrebbe non essere sufficiente a sostenere il carico.
Come verificare che la riparazione sia sicura
Terminato il lavoro, la sdraio non deve essere provata sedendosi immediatamente con tutto il peso. È meglio aprirla completamente, controllare che il fermo sia inserito e premere gradualmente sulla seduta con le mani.
Successivamente si può applicare un carico progressivo, mantenendo la sedia su una superficie piana e senza mettere mani o piedi vicino ai meccanismi di chiusura.
La riparazione deve essere interrotta se si notano:
- cuciture che si allargano;
- tela che scorre fuori dalla sede;
- rumori improvvisi;
- movimento laterale del telaio;
- viti che si allentano;
- deformazioni delle traverse.
La portata massima indicata dal produttore continua a valere anche dopo la riparazione. Sostituire la tela non aumenta la capacità di carico della sdraio.
Quando non conviene ripararla
Il fai da te è ragionevole quando il danno riguarda una tela sostituibile, una fascia deteriorata o qualche elemento di fissaggio facilmente reperibile.
È meglio rinunciare quando la struttura è gravemente deformata, le parti portanti sono spezzate, il meccanismo di blocco non funziona oppure non è possibile stabilire con certezza come fissare la nuova seduta.
Anche una sdraio in plastica con una stecca portante spezzata è difficile da riparare in modo affidabile. Colla e nastro possono coprire il danno, ma raramente restituiscono al componente la resistenza originaria.
In questi casi la sostituzione può essere più prudente rispetto a una riparazione provvisoria. Prima di buttare la sedia si può comunque verificare se il produttore vende il telo, la struttura o il componente danneggiato come pezzo di ricambio.
Come far durare più a lungo la sdraio
Una volta riparata, la sedia dovrebbe essere pulita periodicamente e protetta quando non viene utilizzata. I tessuti tecnici beneficiano di un risciacquo regolare con acqua pulita, che aiuta a evitare che polvere e sporco penetrino nelle fibre.
Prima di riporla bisogna far asciugare completamente sia la tela sia il telaio. Conservare il tessuto ancora umido può favorire la formazione di muffa e cattivi odori.
Durante l’inverno è preferibile sistemare la sdraio in un ambiente asciutto e ventilato, oppure proteggerla con una copertura adatta. Una manutenzione regolare permette di individuare subito una cucitura allentata o una vite mancante, evitando che un piccolo problema si trasformi in un danno irreparabile.
Riparare una vecchia sedia a sdraio può dare soddisfazione e consentire di prolungarne la durata. Il lavoro, però, deve essere eseguito con materiali adeguati e senza sottovalutare la sicurezza: prima di tornare a rilassarsi al sole, bisogna essere certi che tela, telaio e meccanismi siano nuovamente stabili.




