Raggiungere piccole baie accessibili con difficoltà da terra, costeggiare promontori ricoperti dalla macchia mediterranea e fermarsi su spiagge dove arrivano poche persone: una vacanza in canoa o kayak permette di conoscere l’Isola d’Elba da una prospettiva completamente diversa.
L’isola è collegata alla terraferma principalmente attraverso la tratta Piombino-Portoferraio. La traversata ordinaria dura circa un’ora, anche se tempi, frequenza e prezzi cambiano in base alla compagnia, alla rotta e al periodo scelto. Prima della partenza è quindi necessario verificare gli orari aggiornati e prenotare con anticipo se si viaggia con l’automobile.
Il vecchio progetto di costeggiare tutta la zona meridionale e orientale di Capoliveri resta affascinante, ma deve essere organizzato con prudenza. Il tratto compreso tra Pareti, l’Innamorata, il Monte Calamita, la Costa dei Gabbiani, Straccoligno e Capo Perla non è una breve gita turistica: presenta lunghe porzioni isolate, pochi punti di uscita e tratti esposti al vento e al mare aperto.
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Come organizzare una vacanza in kayak all’Isola d’Elba?
Organizzare una vacanza in kayak all’Isola d’Elba significa prima di tutto scegliere una zona adatta alla propria esperienza. L’isola offre tratti molto diversi: spiagge facilmente raggiungibili, baie riparate, promontori esposti al vento e lunghi settori di costa con pochi punti di sbarco. Per chi è alle prime esperienze è preferibile partire da una località ben servita e programmare escursioni giornaliere, evitando itinerari troppo lunghi o difficili da interrompere.
Il secondo passo consiste nel controllare attentamente periodo, meteo e condizioni del mare. Maggio, giugno e settembre sono in genere i mesi più piacevoli, ma anche in questi periodi vento e moto ondoso possono cambiare rapidamente. Prima di ogni uscita bisogna verificare previsioni marine, orario del tramonto, punti di approdo e possibilità di rientro, rinunciando senza esitazioni quando le condizioni non sono chiaramente favorevoli.
È infine fondamentale organizzare bene attrezzatura e logistica. Conviene scegliere una struttura vicina alla spiaggia di partenza, verificare la presenza di noleggi affidabili e, per i percorsi più impegnativi, valutare una guida locale o un supporto da terra. Giubbotto di galleggiamento, telefono protetto dall’acqua, scorta abbondante, crema solare e sacca stagna non sono accessori facoltativi, ma elementi indispensabili per vivere l’esperienza in sicurezza.
Qual è il periodo migliore?
I mesi generalmente più adatti sono maggio, giugno e settembre, quando le temperature sono piacevoli, le spiagge sono meno affollate e il traffico nautico è normalmente inferiore rispetto a luglio e agosto.
La primavera avanzata permette inoltre di osservare una vegetazione particolarmente rigogliosa, mentre settembre offre spesso acqua più calda. Questo non significa però che il mare sia sempre tranquillo: anche in bassa stagione vento e moto ondoso possono cambiare rapidamente.
Prima di ogni uscita bisogna controllare:
- previsioni marine e intensità del vento;
- direzione del vento rispetto alla costa;
- altezza delle onde;
- eventuali temporali;
- orario del tramonto;
- possibilità di rientrare o sbarcare lungo il percorso.
L’escursione deve essere rinviata quando le condizioni non sono chiaramente favorevoli. Restare vicini alla costa non elimina i rischi legati a raffiche, correnti, scogli e difficoltà di sbarco.
Dove conviene soggiornare?
Per esplorare la parte sud-orientale dell’isola, una buona base è il territorio di Capoliveri, scegliendo una sistemazione vicina a Pareti, Morcone, Innamorata, Straccoligno, Naregno oppure alle strade che conducono verso la Costa dei Gabbiani.
Soggiornare vicino alla spiaggia di partenza evita di trasportare ogni giorno il kayak per lunghi tratti. Prima di prenotare bisogna comunque chiedere alla struttura:
- se dispone di uno spazio sicuro per custodire il kayak;
- se è possibile raggiungere la spiaggia con l’attrezzatura;
- se offre un servizio di accompagnamento o recupero;
- se collabora con un centro di noleggio;
- se permette di lasciare i bagagli durante le escursioni.
Una soluzione particolarmente utile è organizzare un’assistenza da terra. Un familiare o un accompagnatore può trasportare i bagagli, verificare l’arrivo alle tappe e intervenire quando le condizioni impediscono di continuare via mare.
Quale itinerario scegliere?

Da Pareti all’Innamorata
Per una prima uscita è preferibile scegliere un tratto breve e facilmente interrompibile. Pareti si trova tra Morcone e l’Innamorata ed è una spiaggia servita, composta principalmente da sabbia dorata e ghiaia fine, con fondale graduale.
La vicina spiaggia dell’Innamorata dispone di aree libere e attrezzate, bar e ristoranti. Può quindi costituire un primo punto di arrivo, riposo o rientro.
Questo percorso consente di verificare:
- capacità di mantenere la rotta;
- resistenza fisica;
- stabilità del kayak;
- comportamento dell’attrezzatura;
- facilità di sbarco e ripartenza.
È la scelta più sensata per chi non conosce ancora la costa elbana.
Dall’Innamorata alla Costa dei Gabbiani
Proseguendo oltre l’Innamorata si entra in un tratto più selvaggio, dominato dal Monte Calamita e dalle tracce delle antiche attività minerarie. La Costa dei Gabbiani comprende spiagge e calette difficili da raggiungere da terra, come Cannello, Remaiolo, Stagnone e altre piccole insenature.
Remaiolo è una spiaggia sabbiosa inserita nella zona della Tenuta delle Ripalte. È raggiungibile soprattutto via mare e costituisce l’unica spiaggia attrezzata della Costa dei Gabbiani, con pineta alle spalle; l’accesso terrestre in automobile è soggetto a condizioni e prenotazioni.
Questo tratto non deve essere affrontato da soli o senza esperienza. Le possibilità di sbarco possono ridursi quando il mare si alza e la costa offre pochi collegamenti immediati con la viabilità ordinaria.
Dalla Costa dei Gabbiani a Straccoligno
Continuare fino a Straccoligno significa aggirare la parte più meridionale e orientale del promontorio di Capoliveri. Si tratta di un itinerario molto più lungo rispetto a quanto possa apparire osservando una semplice cartina.
Lungo la costa si incontrano piccole spiagge e calette, tra cui Istia, Calanova, Malpasso, Ferrato e Straccolignino. Alcune sono difficili da raggiungere da terra e dispongono di servizi limitati o assenti.
Straccoligno rappresenta invece un punto di arrivo più organizzato: è una spiaggia sabbiosa di circa 220 metri, dispone di bar, ristoranti, noleggi e altri servizi, ed è raggiungibile anche dalla strada.
La tratta completa dovrebbe essere affrontata soltanto:
- da canoisti esperti;
- con kayak da mare adatto alle lunghe distanze;
- con condizioni meteo molto stabili;
- con tappe e punti di uscita già individuati;
- con assistenza da terra o guida locale;
- evitando di improvvisare il pernottamento sulle spiagge.
Da Straccoligno a Capo Perla
Capo Perla è una piccola caletta di sabbia e ciottoli, normalmente tranquilla e priva di servizi. È interessante per lo snorkeling, ma non rappresenta un approdo attrezzato sul quale fare affidamento in caso di difficoltà.
Straccoligno, grazie ai suoi servizi e ai parcheggi vicini, è generalmente una base più pratica. Da qui si possono programmare brevi esplorazioni verso Straccolignino, Ferrato, Malpasso, Calanova, Istia, Capo Perla e le insenature vicine, tornando poi allo stesso punto.
Questa formula è molto più sicura rispetto a un lungo itinerario lineare con bagagli e pernottamenti da organizzare durante il percorso.
Meglio canoa, kayak gonfiabile o kayak da mare?
Per brevi escursioni sotto costa e con mare calmo può essere sufficiente un kayak sit-on-top stabile. Per itinerari più lunghi è preferibile un vero kayak da mare, dotato di gavoni stagni, sistemi di galleggiamento e attrezzatura adeguata.
I kayak gonfiabili economici non sono indicati per affrontare promontori, vento, scogliere e tratti isolati. Hanno una maggiore esposizione al vento e possono offrire prestazioni insufficienti quando occorre rientrare rapidamente.
Chi non possiede esperienza dovrebbe rivolgersi a un noleggiatore qualificato o partecipare a un’escursione guidata. Il costo del noleggio può variare considerevolmente in base a stagione, durata, modello, consegna e presenza di una guida: il vecchio riferimento di 30 euro al giorno non può più essere considerato attendibile.
Quale attrezzatura bisogna portare?
L’attrezzatura minima comprende:
- aiuto al galleggiamento o giubbotto adatto;
- pagaia di riserva nei percorsi più lunghi;
- paraspruzzi, quando previsto dal modello;
- telefono in custodia impermeabile;
- power bank protetto dall’acqua;
- fischietto;
- cima di sicurezza;
- kit di primo soccorso;
- acqua in quantità abbondante;
- crema solare e cappello;
- occhiali con cordino;
- maglia tecnica o protezione UV;
- scarpette da mare;
- sacca stagna;
- carta della costa o traccia GPS;
- lampada e coperta termica per le uscite più impegnative.
Bisogna inoltre comunicare a una persona a terra itinerario, orario di partenza, tappe previste e ora massima di rientro.

Dove dormire durante il viaggio?
La soluzione più semplice è scegliere una o due basi fisse e organizzare escursioni giornaliere. Cambiare struttura ogni sera trasportando bagagli sul kayak complica notevolmente il viaggio e aumenta i rischi.
Un programma equilibrato può prevedere:
Giorno 1: Pareti e Innamorata
Uscita breve, controllo dell’attrezzatura e pernottamento nella zona di Capoliveri.
Giorno 2: Costa dei Gabbiani con guida
Escursione verso Remaiolo e le calette minerarie, rientrando alla base oppure utilizzando un recupero concordato.
Giorno 3: Straccoligno e costa orientale
Partenza da Straccoligno con esplorazione di Ferrato, Calanova, Istia o Capo Perla, adattando il percorso al vento.
Giorno 4: giornata di riserva
Una giornata libera è indispensabile. Può essere utilizzata quando il mare impedisce di pagaiare oppure per visitare Capoliveri, Porto Azzurro, le miniere o altre località dell’isola.
È possibile circumnavigare tutta l’Isola d’Elba?
La circumnavigazione completa dell’Elba è un progetto destinato a canoisti esperti. Richiede diversi giorni, allenamento, conoscenza della navigazione, capacità di effettuare autosoccorso e studio preciso dei punti di sbarco.
Non deve essere considerata la naturale continuazione di una prima vacanza in kayak. Prima di affrontarla sarebbe opportuno completare diversi itinerari costieri più brevi, partecipare a corsi specifici e affidarsi a guide che conoscano venti, correnti e conformazione dell’isola.
Si può organizzare una vacanza in kayak con bambini o principianti?
Una vacanza in kayak all’Isola d’Elba può essere adatta anche a principianti e famiglie, ma soltanto scegliendo itinerari brevi, baie riparate e giornate con mare chiaramente favorevole. Non bisogna partire dalla distanza che si desidera percorrere, ma dall’esperienza della persona meno preparata del gruppo. Un adulto allenato potrebbe trovare semplice un tratto che, per un bambino o per chi sale per la prima volta su un kayak, risulta invece faticoso e difficile da gestire.
Per una prima esperienza è preferibile noleggiare un kayak stabile, generalmente di tipo sit-on-top, e restare in prossimità di una spiaggia servita. Le uscite guidate sono spesso la soluzione più prudente perché permettono di ricevere indicazioni sulla pagaia, sulla posizione corretta, sugli approdi e sul comportamento da tenere in caso di ribaltamento. Anche le attività ufficiali organizzate nell’Arcipelago Toscano distinguono i percorsi accessibili ai principianti da quelli che richiedono maggiore esperienza e possono prevedere un’età minima per i partecipanti.
Con i bambini è meglio prevedere escursioni brevi, molte soste e una quantità d’acqua superiore a quella normalmente portata dagli adulti. Il giubbotto di galleggiamento deve essere della misura corretta e indossato per tutta l’uscita. È inoltre opportuno evitare le ore più calde, i promontori esposti, le grotte marine e i tratti dai quali non sia possibile sbarcare facilmente.
La presenza di un adulto esperto non rende automaticamente sicuro un percorso lungo. Se il bambino è stanco, ha freddo, soffre il mare o si spaventa, il gruppo deve poter rientrare rapidamente. Per questo motivo, Pareti, l’Innamorata e le baie servite intorno a Capoliveri sono più adatte a una prima esperienza rispetto alla circumnavigazione del Monte Calamita o ai tratti più isolati della Costa dei Gabbiani.
Cosa fare se il vento aumenta o il mare cambia?
Il cambiamento delle condizioni meteo è uno dei principali rischi di una vacanza in kayak. Un tratto percorso facilmente all’andata può diventare molto impegnativo al ritorno se il vento cambia direzione o aumenta d’intensità. Per questo non basta controllare il meteo generale dell’isola: bisogna consultare le previsioni marine e osservare le condizioni reali prima di entrare in acqua.
Se il vento aumenta, la prima regola è non insistere per raggiungere la meta prevista. Occorre dirigersi verso il punto di sbarco sicuro più vicino, restando uniti e senza separare il gruppo. In presenza di raffiche laterali o contrarie, anche poche centinaia di metri possono richiedere uno sforzo molto maggiore del previsto.
Quando non è possibile rientrare alla spiaggia di partenza, bisogna utilizzare il piano alternativo preparato prima dell’uscita: approdo intermedio, recupero da parte di una persona a terra oppure contatto con il noleggiatore o la guida. Telefono e numeri utili devono essere conservati in una custodia impermeabile e accessibile, non chiusi in fondo al gavone.
Se una persona cade in acqua, il gruppo non deve proseguire lasciandola indietro. Il giubbotto aiuta a restare a galla, ma non sostituisce la capacità di risalire sul kayak o di effettuare un recupero assistito. Per gli itinerari lunghi è quindi importante avere già provato queste manovre in un ambiente controllato.
L’uscita va interrotta anche quando compaiono stanchezza, nausea, disorientamento o difficoltà a mantenere la rotta. Raggiungere una spiaggia diversa da quella programmata non rappresenta un fallimento: è la scelta corretta quando le condizioni non consentono di continuare con un margine adeguato di sicurezza.
Il consiglio di Guide-Online
Il modo migliore per vivere l’Elba in kayak non è percorrere più chilometri possibile, ma scegliere tratti compatibili con esperienza, condizioni del mare e capacità del gruppo.
La vecchia idea di partire da Pareti, esplorare la Costa dei Gabbiani e arrivare fino a Straccoligno conserva tutto il suo fascino, ma va suddivisa in più escursioni. In questo modo si possono osservare spiagge minerarie, baie isolate e fondali trasparenti senza trasformare una vacanza nella forzatura di un itinerario troppo lungo.
Quando meteo, vento o preparazione non offrono garanzie sufficienti, rinunciare alla partenza non significa perdere una giornata: significa conservarla per la prossima uscita.




