Prevenire completamente le emorroidi non è sempre possibile. Età, gravidanza, predisposizione individuale e progressivo indebolimento dei tessuti di sostegno del canale anale sono fattori sui quali non è possibile intervenire direttamente. Alcune abitudini, però, possono ridurre la pressione esercitata sui cuscinetti emorroidari e limitare il rischio di gonfiore, sanguinamento e prolasso.
La prevenzione si concentra soprattutto sulla regolarità intestinale. Stitichezza, feci dure, sforzo durante l’evacuazione, permanenza prolungata sul water e, in alcuni casi, diarrea frequente possono favorire o aggravare la malattia emorroidaria. Alimentazione, idratazione e attività fisica devono quindi lavorare insieme per rendere l’evacuazione più agevole.
Non esiste invece una compressa capace di impedire con certezza la comparsa delle emorroidi. Integratori di fibre, emollienti delle feci e altri prodotti possono essere utili in situazioni specifiche, ma non devono essere trasformati in una terapia preventiva permanente senza aver prima individuato la causa della stitichezza o dei disturbi intestinali.
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Come prevenire le emorroidi e le recidive
Le linee guida dell’American Society of Colon and Rectal Surgeons considerano le modifiche alimentari e comportamentali il primo intervento nella gestione della malattia emorroidaria. Una revisione degli studi citata nelle linee guida ha rilevato che l’impiego delle fibre riduce il rischio di persistenza dei sintomi, soprattutto sanguinamento e disturbi lievi o moderati.
Questo non significa che sia sufficiente mangiare occasionalmente un alimento integrale. La prevenzione richiede una combinazione costante di fibre, liquidi adeguati, movimento, corrette abitudini sul water e attenzione agli eventuali problemi intestinali cronici.
Perché la stitichezza favorisce le emorroidi
Quando le feci sono dure e difficili da espellere, la persona tende a trattenere il respiro e a spingere con maggiore intensità. Questo sforzo aumenta la pressione nell’addome e nei vasi dell’area anorettale, favorendo il gonfiore e la discesa dei cuscinetti emorroidari.
Anche la sensazione di non aver svuotato completamente l’intestino può portare a prolungare inutilmente l’evacuazione. Restare seduti sul water per leggere o utilizzare lo smartphone mantiene una pressione continua sulla zona, anche quando non si sta spingendo.
La diarrea frequente rappresenta un problema diverso, ma ugualmente importante. Le numerose evacuazioni, la pulizia ripetuta e il contatto con feci liquide possono irritare l’area anale. In presenza di stitichezza o diarrea persistenti, la prevenzione delle emorroidi passa quindi anche dalla diagnosi e dal trattamento della causa intestinale.

Quante fibre bisogna assumere
Per la maggior parte degli adulti, le indicazioni nutrizionali si collocano orientativamente intorno a 25–30 grammi di fibre al giorno, con variazioni legate a età, sesso, fabbisogno energetico e condizioni di salute. Più che calcolare ossessivamente ogni grammo, è utile distribuire gli alimenti vegetali nell’arco della giornata.
Le fibre assorbono acqua, aumentano il volume delle feci e possono renderle più morbide e facili da espellere. Devono però essere aumentate progressivamente: introdurne una grande quantità da un giorno all’altro può provocare gonfiore, crampi e gas intestinali.
| Gruppo alimentare | Esempi utili | Come inserirli |
|---|---|---|
| Cereali integrali | Pane e pasta integrali, avena, orzo, farro | Sostituire gradualmente parte dei cereali raffinati |
| Legumi | Lenticchie, ceci, fagioli, piselli | Iniziare con porzioni moderate se provocano gonfiore |
| Verdura | Zucchine, carote, finocchi, bietole, broccoli | Alternare verdure crude e cotte secondo la tolleranza |
| Frutta | Pere, mele, kiwi, prugne, arance | Preferire, quando possibile, il frutto intero al succo |
| Frutta secca e semi | Mandorle, noci, semi di lino o chia | Utilizzare piccole quantità, accompagnate da liquidi |
Non è indispensabile consumare crusca in grandi quantità. La crusca può essere utile ad alcune persone, ma in altre aumenta gonfiore e fastidio. L’alimentazione deve rimanere varia e sostenibile, non trasformarsi in una dieta monotona basata su un solo alimento lassativo.
Quanta acqua bere
Le fibre funzionano meglio quando sono accompagnate da un apporto adeguato di liquidi. Tuttavia, indicare due o tre litri di acqua al giorno come regola universale sarebbe scorretto. Il fabbisogno cambia in base a temperatura, attività fisica, alimentazione, corporatura, gravidanza e condizioni cliniche.
L’acqua dovrebbe essere distribuita durante la giornata. Anche minestre, verdura e frutta contribuiscono all’idratazione, ma le bevande zuccherate non rappresentano una buona alternativa abituale.
Chi soffre di insufficienza cardiaca, malattie renali o altre condizioni che richiedono una limitazione dei liquidi deve attenersi alle indicazioni ricevute dal medico. Bere quantità eccessive non cura la stitichezza e non previene automaticamente le emorroidi.
Quali alimenti bisogna evitare
Non esiste una lista di alimenti universalmente vietati a chi vuole prevenire le emorroidi. Crostacei, formaggi stagionati, pomodoro, caffè, spezie o cioccolato non sono cause dirette dimostrate della malattia emorroidaria.
Alcune persone riferiscono un aumento del bruciore dopo pasti molto piccanti o abbondanti quantità di alcol. In questi casi ha senso ridurre gli alimenti che sembrano peggiorare individualmente i sintomi, senza attribuire loro un effetto uguale per tutti.
È invece utile limitare un’alimentazione composta prevalentemente da prodotti molto raffinati e poveri di fibre, soprattutto quando sostituiscono frutta, verdura, legumi e cereali integrali. Anche l’eccesso di alcol può favorire disidratazione e alterazioni intestinali.
Come comportarsi sul water
La prevenzione dipende non soltanto da cosa si mangia, ma anche dal modo in cui si evacua. È consigliabile andare in bagno quando compare lo stimolo, senza rimandare abitualmente. Trattenere le feci permette al colon di assorbire altra acqua e può renderle più dure.
Durante l’evacuazione non bisognerebbe spingere a lungo né trattenere il respiro. Se le feci non escono, è preferibile alzarsi e riprovare più tardi anziché prolungare lo sforzo.
Un piccolo poggiapiedi può sollevare le ginocchia e avvicinare la posizione a quella accovacciata, rendendo l’evacuazione più agevole per alcune persone. Non è una cura e non previene da solo le emorroidi, ma può aiutare a ridurre lo sforzo.
Il telefono, i giornali e i libri dovrebbero restare fuori dal bagno. L’obiettivo è trascorrere sul water soltanto il tempo necessario, senza trasformarlo in un luogo di sosta.
Attività fisica e prevenzione delle emorroidi
L’attività fisica regolare favorisce la motilità intestinale, aiuta a contrastare la sedentarietà e contribuisce al controllo del peso. Non occorrono esercizi complicati: camminare con regolarità può già rappresentare un aiuto concreto per chi conduce una vita prevalentemente sedentaria.
| Attività | Possibile utilità | Precauzioni |
|---|---|---|
| Camminata | Favorisce movimento e regolarità intestinale | Deve essere adattata alle condizioni fisiche |
| Corsa leggera | Può stimolare l’intestino e ridurre la sedentarietà | Va sospesa o ridotta se aumenta dolore e sfregamento |
| Nuoto | Permette un’attività aerobica con carico moderato | Evitare piscine se la zona è molto irritata |
| Ginnastica dolce | Migliora mobilità e continuità del movimento | Evitare esercizi che richiedono sforzi trattenendo il respiro |
| Allenamento con pesi | Può essere praticato con tecnica e carichi adeguati | Carichi eccessivi e manovra di Valsalva aumentano la pressione addominale |
Chi lavora seduto dovrebbe alzarsi regolarmente e camminare per alcuni minuti. Non è necessario stare sempre in piedi: anche la posizione eretta mantenuta per molte ore può diventare scomoda. La soluzione migliore è alternare seduta, movimento e posizione eretta.
Il ciclismo non è vietato in assoluto e non è stato dimostrato che causi necessariamente le emorroidi. Durante una crisi, però, la pressione e lo sfregamento della sella possono aumentare il fastidio. In quel periodo può essere opportuno ridurre temporaneamente l’attività e riprenderla gradualmente.
Esistono esercizi specifici contro le emorroidi?
Non esiste una ginnastica capace di restringere direttamente le emorroidi o impedire con certezza che compaiano. Gli esercizi presentati online come “cura definitiva” non hanno generalmente prove sufficienti.
Gli esercizi del pavimento pelvico, conosciuti anche come esercizi di Kegel, possono essere indicati per alcuni disturbi della continenza o del pavimento pelvico, ma non sono una terapia specifica per prevenire la malattia emorroidaria. Se esiste una difficoltà di coordinazione durante l’evacuazione, contrarre ulteriormente i muscoli senza una valutazione potrebbe persino risultare controproducente.
In presenza di stitichezza da defecazione ostruita, sensazione persistente di blocco o necessità di aiutarsi manualmente, è preferibile rivolgersi a un medico. Una valutazione specialistica può stabilire se siano utili riabilitazione del pavimento pelvico o biofeedback.
Per chi non presenta problemi particolari, la migliore “ginnastica preventiva” rimane un’attività aerobica regolare, accompagnata da pause frequenti dalla posizione seduta e da una respirazione corretta durante gli sforzi.
Sollevamento pesi e respirazione
Sollevare occasionalmente un oggetto non provoca automaticamente le emorroidi. Il rischio può aumentare quando si sollevano ripetutamente carichi molto pesanti trattenendo il respiro e spingendo verso il basso.
Durante uno sforzo è importante espirare nella fase più impegnativa ed evitare di bloccare il respiro. I carichi devono essere proporzionati alla preparazione e aumentati progressivamente. Una tecnica scorretta dovrebbe essere corretta con l’aiuto di un professionista qualificato.
Chi ha già un prolasso emorroidario importante, episodi frequenti di sanguinamento o dolore durante l’allenamento dovrebbe chiedere al medico se siano necessarie limitazioni temporanee.
Igiene corretta senza irritare la zona
Una pulizia delicata aiuta a evitare irritazioni, ma lavarsi ripetutamente non previene la formazione delle emorroidi. Dopo l’evacuazione è sufficiente detergere la zona con acqua tiepida o utilizzare prodotti delicati, asciugando con piccoli tamponamenti.
Saponi profumati, deodoranti intimi, salviette contenenti alcol e sfregamento energico possono alterare la barriera cutanea e aumentare prurito e bruciore. Anche l’umidità persistente può irritare: dopo il lavaggio la zona deve essere asciugata accuratamente, senza strofinare.
La presenza di prurito non indica necessariamente scarsa igiene. Può dipendere da dermatiti, secrezioni, infezioni, ragadi o altre condizioni che richiedono una diagnosi differente.
Sovrappeso, sedentarietà e lavoro
Il sovrappeso può aumentare la pressione sull’area pelvica ed è indicato tra i fattori associati alle emorroidi. Dimagrire, quando necessario, deve però avvenire attraverso un percorso equilibrato e non mediante diete drastiche, che potrebbero provocare stitichezza o diarrea.
Chi lavora alla scrivania dovrebbe alternare la posizione seduta con brevi spostamenti. Un promemoria ogni 30–60 minuti può aiutare a interrompere l’immobilità. Non serve acquistare una sedia “antiemorroidi”: contano soprattutto postura confortevole, pause e regolarità del movimento.
Anche chi lavora in piedi dovrebbe cambiare posizione e camminare. Restare completamente immobili, seduti o in piedi, non favorisce il benessere generale né la motilità intestinale.
Si possono prevenire le emorroidi in gravidanza?
Durante la gravidanza non è sempre possibile evitare le emorroidi, perché l’aumento della pressione pelvica e i cambiamenti ormonali favoriscono stitichezza e dilatazione dei vasi. È comunque utile intervenire precocemente sulla regolarità intestinale.
Fibre, liquidi adeguati e attività fisica compatibile con la gravidanza costituiscono le misure principali. Non bisogna assumere autonomamente lassativi, integratori o prodotti vegetali: la scelta deve essere concordata con il ginecologo, il medico o il farmacista.
Evitare di rimanere sedute o in piedi per periodi molto lunghi e riposare sul fianco può ridurre il disagio e la pressione percepita. Dopo il parto, le emorroidi spesso migliorano gradualmente, ma dolore intenso e sanguinamento devono essere riferiti al medico.
Esistono farmaci per prevenire le emorroidi?
Non esiste un farmaco raccomandato a tutte le persone per prevenire la comparsa delle emorroidi. Creme, supposte, anestetici locali e corticosteroidi servono ad alleviare sintomi già presenti e non dovrebbero essere usati continuativamente “per sicurezza”. L’impiego prolungato di corticosteroidi locali può assottigliare e irritare la cute.
Gli integratori di fibre, come lo psillio o la metilcellulosa, possono essere utili quando l’alimentazione non permette di raggiungere un apporto sufficiente o in presenza di stitichezza. Devono essere introdotti gradualmente e assunti con liquidi adeguati.
Emollienti delle feci e lassativi osmotici possono essere indicati in alcune persone con stitichezza, ma la scelta dipende dalla causa, dalle altre malattie e dai medicinali assunti. Non vanno considerati una prevenzione automatica da continuare senza controllo.
I farmaci flebotonici, talvolta proposti per migliorare tono venoso, sanguinamento o prurito, possono offrire un sollievo sintomatico in alcuni casi. Le prove non giustificano però il loro utilizzo permanente come protezione universale contro nuove emorroidi. Anche i prodotti vegetali possono provocare effetti indesiderati e interazioni.
Il decalogo pratico per ridurre il rischio
- Aumentare le fibre gradualmente attraverso un’alimentazione varia.
- Bere secondo il proprio fabbisogno e le eventuali indicazioni mediche.
- Evitare di rimandare abitualmente lo stimolo a evacuare.
- Non spingere a lungo e non trattenere il respiro.
- Limitare il tempo trascorso sul water.
- Praticare regolarmente un’attività fisica adatta alle proprie condizioni.
- Interrompere frequentemente le lunghe ore trascorse seduti.
- Sollevare i pesi con tecnica corretta e senza carichi sproporzionati.
- Detergere delicatamente la zona evitando prodotti aggressivi.
- Far valutare stitichezza, diarrea o sanguinamento persistenti.
Quando la prevenzione non basta
Le buone abitudini possono ridurre il rischio e limitare le recidive, ma non garantiscono che le emorroidi non compaiano. Un prolasso importante, un sanguinamento ripetuto o un dolore persistente non devono essere affrontati semplicemente aumentando le fibre.
Se i sintomi sono già comparsi, è possibile consultare la nostra guida su come curare le emorroidi, quali farmaci si utilizzano e quando valutare un intervento.
La visita è particolarmente importante quando compare sangue per la prima volta, i disturbi non migliorano entro una settimana o sono presenti cambiamenti dell’alvo, perdita di peso, anemia, febbre o forte dolore. Il sanguinamento rettale non deve essere automaticamente attribuito alle emorroidi.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono una diagnosi, una visita medica o le indicazioni del medico e del farmacista.




