Il tasso di crescita atteso dei dividendi indica di quanto potrebbe aumentare, mediamente ogni anno, il dividendo distribuito da una società. È una stima importante per chi analizza azioni orientate al reddito e per applicare modelli di valutazione come il Dividend Discount Model.
Il calcolo non offre una previsione certa. Il dividendo viene deliberato dalla società e può essere aumentato, ridotto, sospeso o eliminato in base agli utili, alla situazione finanziaria e alle decisioni del consiglio di amministrazione. Anche un’impresa con una lunga storia di distribuzioni non è obbligata a mantenerle.
Per ottenere una stima ragionevole conviene confrontare più metodi: crescita storica dei dividendi, capacità dell’impresa di reinvestire gli utili, andamento dei risultati economici e indicazioni comunicate dalla società.
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Che cos’è il tasso di crescita dei dividendi
Il dividend growth rate, abbreviato spesso in DGR, misura la variazione del dividendo per azione in un determinato periodo. Può essere calcolato su base annuale oppure considerando diversi esercizi.
Se una società distribuisce un dividendo annuo di 1 euro per azione e l’anno successivo ne paga 1,05 euro, la crescita è del 5%:
Tasso di crescita = (1,05 − 1,00) ÷ 1,00 × 100 = 5%
Un solo aumento, tuttavia, non permette di stabilire se quel ritmo possa continuare. Per questo motivo è preferibile esaminare almeno cinque anni di distribuzioni, quando i dati sono disponibili.
Il dividendo non va confuso con il dividend yield. Il primo è l’importo pagato per ogni azione, mentre il rendimento da dividendo rapporta tale importo al prezzo del titolo. Il yield può quindi aumentare anche quando il dividendo resta invariato, semplicemente perché il prezzo dell’azione diminuisce.
Calcolare la crescita storica con il CAGR
Quando si dispone dei dividendi iniziale e finale e del numero di anni trascorsi, si può calcolare il tasso annuo composto di crescita, conosciuto come CAGR.
La formula è:
CAGR = (dividendo finale ÷ dividendo iniziale)^(1 ÷ numero di anni) − 1
Supponiamo che una società abbia distribuito 0,80 euro per azione cinque anni fa e 1,10 euro nell’ultimo esercizio:
CAGR = (1,10 ÷ 0,80)^(1 ÷ 5) − 1
Il risultato è circa 6,6% annuo.
Il CAGR non corrisponde alla semplice media degli aumenti annuali. Tiene conto della crescita composta e descrive il ritmo costante che avrebbe portato il dividendo dal valore iniziale a quello finale.
| Anno | Dividendo per azione |
|---|---|
| Anno iniziale | 0,80 € |
| Secondo anno | 0,84 € |
| Terzo anno | 0,91 € |
| Quarto anno | 0,98 € |
| Quinto anno | 1,04 € |
| Anno finale | 1,10 € |
Il valore ottenuto fotografa il passato, ma non garantisce che la stessa crescita continui. Un aumento eccezionale, un dividendo straordinario o un’interruzione dei pagamenti possono rendere poco significativa la media.
Stimare la crescita sostenibile con ROE e utili trattenuti
Un secondo metodo collega la crescita futura alla quota di utili reinvestita dalla società. La formula della crescita sostenibile è:
g = retention ratio × ROE
Dove:
- g è il tasso di crescita atteso;
- retention ratio è la percentuale di utile trattenuta dall’impresa;
- ROE è il rendimento del capitale proprio.
Il retention ratio si ricava sottraendo il payout ratio da 1:
Retention ratio = 1 − payout ratio
Il payout ratio rappresenta la parte dell’utile distribuita come dividendo. Se una società guadagna 2 euro per azione e ne distribuisce 0,80, il payout ratio è pari al 40%. Il restante 60% viene teoricamente trattenuto.
Se la stessa impresa presenta un ROE del 12%, la crescita sostenibile stimata è:
g = 60% × 12% = 7,2%
Il principio è che l’impresa possa reinvestire il 60% degli utili ottenendo su quel capitale un rendimento del 12%. La relazione tra quota di utili trattenuta, ROE e crescita attesa è impiegata anche nei modelli illustrati dal professor Aswath Damodaran della Stern School of Business della New York University: Expected Growth Rate = Retention Ratio × Return on Equity. Approfondimento della NYU Stern.
Crescita degli utili e crescita dei dividendi non sono identiche
La formula della crescita sostenibile stima principalmente la capacità di crescita degli utili per azione. Per utilizzarla anche sui dividendi bisogna ipotizzare che il payout ratio rimanga relativamente stabile.
Se gli utili aumentano del 7%, ma la società decide di distribuire una percentuale inferiore dei profitti, il dividendo potrebbe crescere meno. Al contrario, aumentando il payout ratio, il dividendo potrebbe salire più velocemente degli utili per un certo periodo.
Questa seconda situazione non è sostenibile indefinitamente: una società non può continuare ad aumentare il payout senza avvicinarsi al limite degli utili prodotti. Un dividendo che cresce molto più velocemente di ricavi, utili e flussi di cassa richiede quindi particolare prudenza.
Ricavare il tasso implicito con il modello di Gordon
Nel modello di crescita di Gordon il valore teorico di un’azione è dato da:
P₀ = D₁ ÷ (k − g)
Dove P₀ è il prezzo corrente, D₁ il dividendo atteso nel prossimo anno, k il rendimento richiesto dall’investitore e g il tasso di crescita perpetuo.
Riorganizzando la formula si ottiene:
g = k − (D₁ ÷ P₀)
Se un’azione quota 40 euro, il dividendo atteso è 1,60 euro e il rendimento richiesto viene stimato nell’8%, il tasso di crescita implicito è:
g = 8% − (1,60 ÷ 40) = 8% − 4% = 4%
Questo metodo non fornisce automaticamente la previsione più probabile. Mostra quale crescita il modello deve ipotizzare affinché il prezzo osservato sia compatibile con il rendimento richiesto. Il risultato dipende quindi in modo decisivo dalla stima di k.
Inoltre, nel modello di Gordon il rendimento richiesto deve essere superiore alla crescita perpetua. Un tasso di crescita stabile non può essere mantenuto indefinitamente a livelli superiori alla crescita dell’economia di riferimento senza produrre risultati irrealistici.
Quali dati controllare prima della stima
Prima di scegliere il tasso atteso è opportuno verificare:
- dividendi ordinari per azione degli ultimi cinque o dieci anni;
- eventuali dividendi straordinari, da separare dai pagamenti ricorrenti;
- utile per azione e sua regolarità;
- payout ratio calcolato sugli utili;
- copertura del dividendo attraverso il flusso di cassa;
- ROE medio e presenza di valori eccezionali;
- indebitamento e scadenze finanziarie;
- politica dei dividendi dichiarata dall’impresa;
- eventuali aumenti di capitale o riacquisti di azioni;
- previsioni societarie e stime degli analisti, senza considerarle garanzie.
I dati possono essere reperiti nei bilanci, nelle relazioni annuali e nella sezione Investor Relations del sito della società. È importante usare il dividendo per azione rettificato per eventuali frazionamenti azionari e non sommare automaticamente distribuzioni straordinarie.
Un esempio completo
Consideriamo un’impresa con questi dati:
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Dividendo cinque anni fa | 1,00 € |
| Ultimo dividendo annuo | 1,28 € |
| Utile per azione | 2,00 € |
| Dividendo per azione | 1,28 € |
| Payout ratio | 64% |
| Retention ratio | 36% |
| ROE medio | 14% |
Il CAGR storico del dividendo è:
(1,28 ÷ 1,00)^(1 ÷ 5) − 1 = circa 5,1%
La crescita sostenibile ottenuta dai fondamentali è:
36% × 14% = 5,04%
I due risultati sono molto vicini. In assenza di cambiamenti rilevanti, si potrebbe adottare una stima prudente compresa tra il 4% e il 5%, anziché assumere automaticamente che la crescita passata continui senza variazioni.
Se, invece, il CAGR storico fosse del 10% e la crescita sostenibile solo del 3%, sarebbe necessario capire come l’impresa abbia finanziato gli aumenti. Potrebbe aver elevato il payout ratio, utilizzato liquidità accumulata o beneficiato di un incremento temporaneo degli utili.
Perché è meglio usare diversi scenari
Il tasso di crescita atteso non dovrebbe essere espresso come un unico numero incontestabile. È più prudente costruire tre scenari:
| Scenario | Ipotesi |
|---|---|
| Prudente | crescita bassa o dividendo invariato |
| Centrale | crescita coerente con utili, payout e ROE |
| Favorevole | risultati superiori alle attese e payout sostenibile |
Confrontando gli esiti si comprende quanto la valutazione dipenda dall’ipotesi adottata. Nei modelli a crescita perpetua, anche una variazione apparentemente piccola del tasso g può modificare molto il valore teorico ottenuto.
Il risultato è una stima, non una promessa
Nessuna formula può prevedere con certezza i dividendi futuri. Il pagamento dipende dai risultati dell’impresa e dalle decisioni societarie. La SEC ricorda che le azioni ordinarie possono attribuire il diritto a ricevere dividendi, ma questo non equivale alla garanzia di una distribuzione costante. Investor.gov – caratteristiche delle azioni.
Il metodo più equilibrato consiste nel calcolare il CAGR storico, confrontarlo con la crescita sostenibile derivante da retention ratio e ROE e verificare che la previsione sia compatibile con utili, flussi di cassa e indebitamento. Il tasso finale dovrebbe essere prudente e aggiornato dopo ogni nuovo bilancio.
Questa guida ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria né una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari.




