Trovarsi sommersi dai debiti non significa necessariamente aver gestito male il proprio denaro. Una malattia, la perdita del lavoro, una separazione, il fallimento di un’attività, il forte aumento del costo della vita o eventi imprevedibili possono mettere in difficoltà anche persone che fino a poco tempo prima erano perfettamente in grado di pagare rate e bollette.
Quando le entrate non sono più sufficienti a far fronte agli impegni economici, molte persone finiscono in una spirale fatta di solleciti, pignoramenti, interessi e continue richieste di pagamento. In queste situazioni è importante sapere che l’ordinamento italiano mette a disposizione strumenti specifici per aiutare chi si trova in uno stato di sovraindebitamento.
Grazie al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, oggi esistono procedure che consentono, nei casi previsti dalla legge, di riorganizzare i debiti, ridurli o, in alcune situazioni, ottenere persino la liberazione dai debiti residui attraverso l’esdebitazione. L’accesso avviene con il supporto dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC), un organismo terzo incaricato di assistere il debitore durante l’intera procedura.
In questa guida vedremo chi può richiedere la procedura di sovraindebitamento, quali requisiti sono necessari, quali documenti preparare e quali sono le principali fasi del percorso.
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Chi può accedere alla procedura di sovraindebitamento
Le procedure di sovraindebitamento non sono riservate esclusivamente ai privati cittadini.
Possono accedervi, a seconda dei casi previsti dalla legge:
- consumatori;
- lavoratori dipendenti;
- pensionati;
- lavoratori autonomi;
- professionisti;
- imprenditori minori;
- imprenditori agricoli;
- start-up innovative e altri soggetti non assoggettabili alla liquidazione giudiziale.
L’obiettivo della normativa è offrire una concreta possibilità di ripartenza a chi, pur trovandosi in una situazione economica molto difficile, agisce in buona fede e collabora con gli organi della procedura.
Che cos’è il sovraindebitamento
Per sovraindebitamento si intende una situazione nella quale una persona non è più in grado di adempiere regolarmente ai propri debiti con il patrimonio e il reddito disponibili.
Non significa semplicemente avere molti debiti, ma trovarsi in una condizione di squilibrio economico stabile che rende impossibile rispettare tutte le scadenze.
Questa situazione può riguardare, ad esempio:
- mutui;
- prestiti personali;
- finanziamenti;
- carte di credito;
- debiti fiscali;
- cartelle esattoriali;
- debiti verso fornitori;
- canoni non pagati;
- fideiussioni escusse.
Ogni posizione viene comunque valutata singolarmente, tenendo conto della situazione patrimoniale e reddituale del debitore.
Quali sono le principali procedure previste
Il Codice della crisi prevede diversi strumenti, scelti in base alla situazione del debitore.
Tra i principali troviamo:
La ristrutturazione dei debiti del consumatore, destinata alle persone fisiche che hanno contratto debiti per esigenze personali o familiari e non nell’ambito di un’attività imprenditoriale.
Il concordato minore, rivolto soprattutto a professionisti, imprenditori minori e lavoratori autonomi che intendono proporre un piano ai creditori.
La liquidazione controllata, che consente di mettere a disposizione il patrimonio per soddisfare, nei limiti del possibile, i creditori e ottenere successivamente l’esdebitazione, quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge.
Vediamole in sintesi, evidenziando differenze e caratteristiche, anche se in questo articolo ci soffermeremo esclusivamente sul primo strumento.
Le differenze tra ristrutturazione dei debiti, concordato minore e liquidazione controllata
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede diverse procedure per aiutare chi si trova in una situazione di sovraindebitamento. Sebbene abbiano tutte l’obiettivo di consentire al debitore di superare una grave difficoltà economica, si rivolgono a soggetti diversi e funzionano in modo differente.
Ristrutturazione dei debiti del consumatore
La ristrutturazione dei debiti del consumatore è riservata alle persone fisiche che hanno contratto debiti per esigenze personali o familiari, e non nell’ambito di un’attività imprenditoriale o professionale.
Rientrano in questa categoria, ad esempio:
- lavoratori dipendenti;
- pensionati;
- disoccupati;
- consumatori che hanno acceso mutui, prestiti o finanziamenti.
Il debitore, con l’assistenza dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC), presenta al tribunale un piano di rientro sostenibile, costruito sulla propria reale capacità economica.
Se il giudice ritiene il piano conforme alla legge e lo omologa, il debitore dovrà rispettarlo secondo le modalità stabilite. Al termine, se tutti gli obblighi vengono adempiuti, i debiti residui possono essere estinti nei casi previsti dalla normativa.
È la procedura più indicata per chi ha contratto debiti esclusivamente nella vita privata.
Concordato minore
Il concordato minore è destinato principalmente ai soggetti che esercitano un’attività economica ma non possono essere assoggettati alla liquidazione giudiziale.
Possono accedervi, ad esempio:
- piccoli imprenditori;
- imprenditori agricoli;
- lavoratori autonomi;
- professionisti;
- artigiani;
- commercianti di ridotte dimensioni.
In questa procedura il debitore propone ai creditori un piano per il pagamento, anche parziale, dei debiti attraverso la prosecuzione dell’attività oppure mediante la vendita di alcuni beni.
A differenza della ristrutturazione dei debiti del consumatore, il concordato minore richiede generalmente il voto favorevole dei creditori nelle forme previste dalla legge.
L’obiettivo principale è consentire al debitore di proseguire l’attività economica, evitando che la crisi porti inevitabilmente alla cessazione dell’impresa.
Liquidazione controllata
La liquidazione controllata rappresenta la soluzione adottata quando non è possibile presentare o sostenere un piano di ristrutturazione o un concordato.
In questo caso il patrimonio del debitore viene messo a disposizione della procedura affinché possa essere liquidato e il ricavato distribuito ai creditori secondo l’ordine previsto dalla legge.
Non significa necessariamente perdere ogni bene posseduto: la normativa tutela alcuni beni impignorabili e le somme indispensabili per garantire una vita dignitosa al debitore e alla sua famiglia.
Una volta conclusa la liquidazione e rispettate le condizioni previste dal Codice della crisi, il debitore può ottenere l’esdebitazione, cioè la liberazione dai debiti rimasti insoddisfatti.
Questa procedura rappresenta spesso l’ultima possibilità per chi non dispone di redditi sufficienti a sostenere un piano di pagamento, ma desidera comunque chiudere definitivamente la propria posizione debitoria e ripartire.
Quale procedura scegliere?
Non è il debitore a decidere autonomamente quale procedura utilizzare. La scelta dipende dalla sua situazione personale, dal tipo di debiti, dall’attività eventualmente svolta, dal patrimonio disponibile e dalla capacità di rimborso.
Per questo motivo è fondamentale rivolgersi fin dall’inizio a un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), che analizzerà il caso concreto e individuerà la soluzione più adatta, predisponendo la documentazione da presentare al tribunale.
Tabella riassuntiva
| Procedura | Chi può richiederla | Obiettivo |
|---|---|---|
| Ristrutturazione dei debiti del consumatore | Privati cittadini, pensionati, lavoratori dipendenti, disoccupati | Riorganizzare i debiti personali attraverso un piano sostenibile omologato dal giudice. |
| Concordato minore | Piccoli imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori agricoli | Consentire il pagamento, anche parziale, dei debiti e, quando possibile, la prosecuzione dell’attività economica. |
| Liquidazione controllata | Debitori che non possono accedere o sostenere altre procedure | Liquidare il patrimonio disponibile, soddisfare i creditori e ottenere, se ne ricorrono i presupposti, l’esdebitazione finale. |
Il ruolo dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC)
Uno degli aspetti più importanti riguarda il coinvolgimento dell’Organismo di Composizione della Crisi.
L’OCC è un organismo imparziale iscritto in un apposito registro ministeriale. Il suo compito è assistere il debitore durante tutta la procedura, verificare la documentazione, nominare un gestore della crisi e predisporre la relazione che accompagnerà la domanda presentata al tribunale.
Il gestore della crisi rappresenta una figura tecnica particolarmente importante, poiché analizza la situazione economica del debitore, verifica la completezza dei documenti e collabora alla predisposizione della proposta da sottoporre al giudice.

Come richiedere una procedura di sovraindebitamento
Come iniziare la procedura
Il primo passo consiste nel raccogliere tutta la documentazione relativa alla propria situazione economica.
È consigliabile predisporre fin da subito:
- documento d’identità e codice fiscale;
- stato di famiglia;
- dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni;
- buste paga o cedolini della pensione;
- estratti conto bancari;
- elenco dettagliato dei debiti;
- eventuali cartelle esattoriali;
- contratti di finanziamento;
- documentazione relativa agli immobili posseduti;
- documentazione relativa ai veicoli e agli altri beni.
Più completa sarà la documentazione iniziale, più rapido potrà essere il lavoro dell’OCC.
Dove presentare la domanda
La domanda non viene presentata direttamente al tribunale dal cittadino.
Normalmente il primo interlocutore è proprio l’Organismo di Composizione della Crisi territorialmente competente, che verifica la situazione e accompagna il debitore nelle fasi successive della procedura.
Gli OCC sono presenti presso diversi enti pubblici, Camere di commercio e Ordini professionali autorizzati. L’elenco ufficiale è consultabile attraverso il registro del Ministero della Giustizia.
È possibile fermare pignoramenti e azioni esecutive?
Una delle domande più frequenti riguarda il rischio di subire pignoramenti durante la procedura.
La risposta dipende dal tipo di procedura avviata e dai provvedimenti adottati dal tribunale.
In molti casi, infatti, il giudice può disporre misure protettive che impediscono ai creditori di iniziare o proseguire determinate azioni esecutive mentre la procedura è in corso.
Si tratta di una tutela particolarmente importante perché consente al debitore di affrontare il percorso con maggiore serenità e di evitare che il patrimonio venga compromesso prima della decisione finale del tribunale.
Quanto costa una procedura di sovraindebitamento?
Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente chi intende avviare una procedura di sovraindebitamento riguarda i costi. Non esiste però un importo fisso valido per tutti, perché il compenso dipende da diversi fattori, tra cui la complessità della pratica, il numero dei creditori, il patrimonio del debitore e la procedura scelta.
In linea generale, le spese possono comprendere:
- il compenso dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC);
- il compenso del Gestore della crisi;
- eventuali spese vive (visure, notifiche, certificati, bolli);
- il contributo unificato previsto per il deposito degli atti in tribunale, quando dovuto;
- l’eventuale assistenza di un avvocato, se il caso lo richiede.
Molti OCC richiedono un piccolo acconto iniziale per l’apertura della pratica. Ad esempio, alcuni organismi prevedono un versamento di circa 200 euro, mentre altri applicano contributi iniziali compresi tra 500 e 600 euro, ai quali si aggiungono IVA ed eventuali spese vive.
Per quanto riguarda il compenso complessivo dell’OCC, numerosi regolamenti prevedono un importo minimo di 2.000 euro per le procedure ordinarie e 1.000 euro per l’esdebitazione del debitore incapiente, oltre agli oneri fiscali e alle spese documentate. Il compenso definitivo viene comunque determinato secondo i criteri stabiliti dal decreto ministeriale e può variare in base al singolo caso.
È importante sapere che i compensi non sono stabiliti liberamente, ma sono disciplinati dal D.M. n. 202/2014, che prevede criteri legati alla complessità della procedura, al valore dell’attivo e del passivo e all’attività concretamente svolta dall’Organismo.
A chi rivolgersi per ricevere assistenza
Il primo interlocutore dovrebbe essere sempre un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) iscritto nel registro del Ministero della Giustizia.
L’elenco ufficiale degli organismi autorizzati è disponibile sul portale del Ministero:
Registro degli Organismi di Composizione della Crisi (OCC)
Oltre agli OCC, è possibile chiedere un primo orientamento anche ad alcune associazioni dei consumatori e ad enti che offrono assistenza in materia di tutela del debitore, tra cui:
Queste organizzazioni possono fornire una prima consulenza, aiutare a comprendere se ricorrono i presupposti per accedere alle procedure di sovraindebitamento e indirizzare il cittadino verso l’OCC competente per territorio.
Attenzione alle false promesse
Negli ultimi anni sono aumentati i siti e le società che promettono di “cancellare tutti i debiti” in pochi giorni o garantiscono con certezza il successo della procedura.
È opportuno diffidare da chi richiede compensi molto elevati prima ancora di aver esaminato la documentazione o assicura risultati certi. La possibilità di ottenere una ristrutturazione dei debiti o l’esdebitazione dipende esclusivamente dai requisiti previsti dalla legge e dalla valutazione dell’autorità giudiziaria.
Per questo motivo è sempre consigliabile verificare che il professionista o l’organismo a cui ci si rivolge sia effettivamente autorizzato e operi nel rispetto della normativa vigente.
Quanto tempo dura la procedura?
Non esiste una durata uguale per tutti.
I tempi dipendono da numerosi fattori, tra cui la completezza della documentazione, il numero dei creditori coinvolti, la complessità della situazione patrimoniale e il carico di lavoro del tribunale competente.
Indicativamente possono trascorrere alcuni mesi prima dell’omologazione della procedura, mentre il piano di rientro, se previsto, può svilupparsi anche su più anni.
Presentare fin dall’inizio una documentazione completa aiuta spesso a ridurre ritardi e richieste di integrazione.

Che cos’è l’esdebitazione?
L’obiettivo finale della procedura non è soltanto riorganizzare i debiti, ma consentire, nei casi previsti dalla legge, una reale ripartenza.
L’esdebitazione è il provvedimento con il quale il debitore viene liberato dai debiti che non è stato possibile soddisfare integralmente durante la procedura, purché ricorrano i requisiti previsti dal Codice della crisi e il debitore abbia collaborato correttamente.
Non si tratta di una cancellazione automatica dei debiti, ma di una decisione che richiede la verifica delle condizioni stabilite dalla legge.
Per molte persone rappresenta la possibilità concreta di ricominciare senza il peso di obbligazioni ormai impossibili da onorare.
Che cosa succede alla casa?
Molti temono di perdere automaticamente l’abitazione.
In realtà non esiste una risposta valida per ogni situazione.
L’esito dipende dal tipo di procedura scelta, dal valore dell’immobile, dalla presenza di mutui, dalla consistenza del patrimonio e dalle valutazioni del tribunale.
In alcuni casi la casa può essere coinvolta nella procedura, mentre in altri è possibile proporre soluzioni che ne consentano la conservazione.
Proprio per questo motivo è fondamentale rivolgersi tempestivamente a un OCC prima che la situazione si aggravi con nuove azioni esecutive.
È possibile includere i debiti con il Fisco?
Sì, anche i debiti verso l’Amministrazione finanziaria possono, nei casi previsti dalla normativa, essere presi in considerazione nell’ambito delle procedure di sovraindebitamento.
Cartelle esattoriali, imposte non pagate e altri debiti tributari vengono valutati insieme agli altri debiti del richiedente secondo le regole previste dalla legge.
Ogni posizione viene comunque analizzata singolarmente dal gestore della crisi e successivamente dal tribunale.
Gli errori da evitare
Molti debitori attendono troppo tempo prima di chiedere aiuto.
Più la situazione si deteriora, maggiore diventa il rischio di subire pignoramenti, iscrizioni ipotecarie o ulteriori azioni esecutive.
È inoltre importante evitare di:
- nascondere beni o redditi;
- fornire documentazione incompleta;
- contrarre nuovi debiti senza possibilità di rimborso;
- ignorare le comunicazioni dei creditori;
- affidarsi a soggetti non qualificati che promettono soluzioni miracolose.
La trasparenza e la collaborazione con il gestore della crisi rappresentano elementi fondamentali per il buon esito della procedura.
Perché rivolgersi subito a un OCC
Molte persone arrivano all’Organismo di Composizione della Crisi quando la situazione è ormai molto compromessa.
In realtà chiedere assistenza ai primi segnali di difficoltà può aumentare le possibilità di individuare una soluzione sostenibile e limitare le conseguenze economiche.
Il gestore della crisi analizza in modo imparziale la situazione del debitore, verifica la documentazione e individua la procedura più adatta al caso concreto.
Domande frequenti
Posso accedere anche se ho debiti con più banche?
Sì. Le procedure di sovraindebitamento sono pensate proprio per affrontare situazioni nelle quali il debitore ha più creditori contemporaneamente.
Serve obbligatoriamente un avvocato?
La normativa prevede il coinvolgimento dell’Organismo di Composizione della Crisi. In alcune situazioni può essere utile anche l’assistenza di un avvocato, soprattutto nei casi più complessi.
Posso continuare a lavorare durante la procedura?
Sì. L’avvio della procedura non impedisce di svolgere la propria attività lavorativa.
Se ottengo l’esdebitazione potrò chiedere nuovi finanziamenti?
L’esdebitazione consente di liberarsi dai debiti residui nei casi previsti dalla legge, ma l’accesso al credito futuro dipenderà dalle valutazioni effettuate dagli istituti finanziari e dalla situazione personale del richiedente.
Conclusioni
Affrontare una situazione di sovraindebitamento può sembrare impossibile, ma la legge offre strumenti concreti per aiutare chi si trova in una condizione di grave difficoltà economica senza prospettive realistiche di rientro.
La cosa più importante è non aspettare che la situazione peggiori. Rivolgersi tempestivamente a un Organismo di Composizione della Crisi consente di conoscere i propri diritti, valutare le possibili soluzioni e intraprendere un percorso regolato dalla legge, con l’obiettivo di recuperare stabilità economica e serenità.
Ogni caso è diverso e richiede una valutazione personalizzata, ma sapere che esistono procedure pensate per offrire una seconda possibilità rappresenta già il primo passo verso una nuova partenza.




