Siete alla ricerca di un particolare fondo nel quale investire, ma ancora avete le idee poco chiare su quale investire?
Allora perchè non pensare all’opzione dei fondi etici: ecco in cosa consistono e come fare per poter effettuare un investimento di questo tipo.
Investire in modo etico significa provare a far convivere due esigenze: ottenere un risultato finanziario coerente con i propri obiettivi e non affidare il denaro ad attività incompatibili con i propri valori. Non è, però, sufficiente scegliere un prodotto che contenga nel nome parole come “green”, “ESG” o “sostenibile”.
Negli ultimi anni l’offerta è cresciuta e le regole europee sulla trasparenza sono diventate più articolate. Il risparmiatore può trovare fondi comuni ed ETF che applicano esclusioni, selezionano le imprese migliori del settore, perseguono obiettivi ambientali o sociali oppure cercano un impatto misurabile. Queste strategie non sono equivalenti e possono condurre a portafogli molto diversi.
Prima di investire occorre quindi esaminare strategia, partecipazioni, costi, rischio e documentazione ufficiale del prodotto. Questa guida spiega come orientarsi e quali controlli fare, ma non sostituisce una consulenza finanziaria personalizzata: anche un fondo etico può perdere valore e non è adatto automaticamente a ogni investitore.
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Come investire nei fondi etici in modo consapevole
Per scegliere un fondo etico non basta chiedersi se sostiene l’ambiente. Bisogna chiarire quali valori si vogliono rispettare, quale rischio si è disposti a sopportare e per quanto tempo si può lasciare investito il capitale.
Nelle sezioni seguenti vedremo che cosa distingue le principali strategie sostenibili, come leggere le informazioni europee SFDR e quali documenti confrontare prima dell’acquisto.
Infine, analizzeremo i segnali di possibile greenwashing e il percorso pratico per acquistare un fondo o un ETF tramite banca, intermediario o piattaforma autorizzata.
Che cosa sono i fondi etici
Un fondo etico è un fondo comune d’investimento che, oltre ai criteri finanziari, applica criteri ambientali, sociali o di buona gestione societaria. Il patrimonio raccolto presso molti risparmiatori viene gestito dalla società di gestione e ripartito tra diversi strumenti, secondo la politica indicata nel regolamento e nel prospetto.
La parola “etico” non identifica tuttavia un unico metodo stabilito per legge. Un prodotto può escludere armi controverse, tabacco, gioco d’azzardo o combustibili fossili; un altro può investire anche in settori discussi, selezionando le aziende che presentano risultati ESG migliori rispetto ai concorrenti. Altri fondi finanziano attività con un obiettivo ambientale o sociale dichiarato.
ESG è l’acronimo di Environmental, Social and Governance: riguarda ambiente, aspetti sociali e governo societario. È un sistema di analisi, non un sinonimo perfetto di “etico”. Due investitori possono attribuire un peso molto diverso, per esempio, all’energia nucleare, alla difesa, agli allevamenti intensivi o all’impiego di combustibili fossili nella transizione energetica.
Le principali strategie di investimento sostenibile
Esclusioni e selezione delle imprese
La strategia più intuitiva elimina dal portafoglio imprese, settori o Stati che non rispettano criteri prestabiliti. Occorre però leggere le soglie: “esclusione del carbone”, per esempio, può non significare assenza totale di società che ne ricavano una parte dei ricavi.
Con l’approccio best in class, invece, il gestore sceglie le imprese considerate migliori sotto il profilo ESG all’interno di ciascun settore. Il fondo può quindi contenere aziende petrolifere, minerarie o automobilistiche ritenute più virtuose dei concorrenti. Non è necessariamente un errore, ma il metodo deve coincidere con le aspettative dell’investitore.
Fondi tematici e impact investing
I fondi tematici concentrano gli investimenti su acqua, energie rinnovabili, economia circolare, salute, istruzione o altri temi. La concentrazione in pochi settori può aumentare le oscillazioni e non garantisce che tutte le imprese in portafoglio abbiano un impatto positivo complessivo.
L’impact investing dichiara invece l’intenzione di produrre, insieme al rendimento, un effetto ambientale o sociale positivo e misurabile. Conviene controllare quali indicatori vengano usati, con quale punto di partenza e quanto del risultato sia davvero attribuibile agli investimenti del fondo.
Fondi articolo 8 e articolo 9: che cosa significa SFDR
Il Regolamento europeo SFDR disciplina la trasparenza delle informazioni sulla sostenibilità dei prodotti finanziari. Nella pratica si incontrano spesso:
- prodotti che promuovono caratteristiche ambientali o sociali, comunemente ricondotti all’articolo 8;
- prodotti che hanno come obiettivo investimenti sostenibili, disciplinati dall’articolo 9;
- altri prodotti che non rientrano nelle due categorie precedenti, spesso indicati dal mercato come articolo 6.
Queste definizioni non sono bollini di qualità né classifiche ufficiali. Un fondo articolo 9 non è automaticamente più redditizio, più sicuro o più adatto di uno articolo 8. Bisogna esaminare la quota dichiarata di investimenti sostenibili, le esclusioni, gli indicatori, il principio di non arrecare un danno significativo e le relazioni periodiche.
Dal 2024 le linee guida ESMA sui nomi dei fondi hanno inoltre introdotto criteri comuni contro denominazioni potenzialmente fuorvianti. Per utilizzare termini ESG o collegati alla sostenibilità, il fondo deve destinare almeno l’80% degli investimenti al conseguimento delle caratteristiche ambientali o sociali oppure degli obiettivi sostenibili dichiarati e rispettare le esclusioni applicabili. Il nome resta comunque soltanto il punto di partenza: la verifica deve riguardare il portafoglio reale. Si possono consultare le linee guida ESMA sui nomi dei fondi.
Come scegliere un fondo etico
Definire valori, obiettivo e orizzonte temporale
Prima di confrontare i prodotti, è utile scrivere quali attività si vogliono escludere e quali risultati si desidera sostenere. Poi vengono le domande finanziarie: a che cosa servirà il denaro, quando potrebbe essere necessario e quale perdita temporanea si riuscirebbe realmente a tollerare?
Un fondo azionario sostenibile resta un fondo azionario e può subire ribassi importanti. Un fondo obbligazionario può perdere per variazioni dei tassi, deterioramento del merito di credito o insolvenze. Se è denominato in valuta estera, può aggiungersi il rischio di cambio.
Leggere KID, prospetto e informativa di sostenibilità
Il KID riassume caratteristiche essenziali, indicatore di rischio, scenari di performance e costi. Il prospetto e il regolamento descrivono più estesamente politica d’investimento e vincoli. L’informativa SFDR spiega le caratteristiche o gli obiettivi sostenibili dichiarati.
È importante controllare anche le prime partecipazioni, la ripartizione geografica e settoriale, l’indice di riferimento, la frequenza con cui il gestore aggiorna il portafoglio e le relazioni periodiche. Una politica convincente sulla carta conta poco se le partecipazioni e i risultati comunicati non le corrispondono.
Per approfondire i concetti di base, può essere inserito qui un collegamento interno alla guida di Guide-Online su come scegliere un fondo comune d’investimento; nella sezione dedicata alla pianificazione è invece utile collegare l’articolo su come diversificare i propri risparmi. Prima della pubblicazione occorre associare i due anchor text agli URL effettivamente presenti sul sito.
Confrontare tutti i costi
Commissioni di ingresso, uscita, gestione, performance e costi di transazione riducono il risultato netto. Due prodotti con obiettivi simili possono avere costi molto diversi. Il confronto va fatto sulla medesima classe del fondo, perché classi differenti possono prevedere condizioni differenti.
Gli ETF sostenibili sono spesso meno costosi dei fondi attivi, ma seguono regole automatiche e possono discostarsi dall’idea personale di eticità. Il fondo attivo può svolgere analisi e dialogare con le aziende, ma il costo maggiore deve essere valutato rispetto ai risultati, alla strategia e al servizio ricevuto.
Come riconoscere il greenwashing
Il greenwashing finanziario consiste nel presentare come più sostenibile di quanto sia realmente un prodotto, un’attività o un’impresa. La Consob dedica una sezione educativa alla finanza sostenibile e ricorda l’importanza di informazioni chiare e comparabili.
Sono segnali da approfondire: slogan generici senza obiettivi misurabili, criteri di esclusione non quantificati, benchmark poco coerente, informazioni non aggiornate, forte distanza tra nome e partecipazioni, assenza di dati sui risultati e grande enfasi su poche iniziative positive. Anche un buon rating ESG non basta: le agenzie possono usare dati, pesi e metodi differenti.
Una verifica utile consiste nel cercare nella documentazione le risposte a tre domande: che cosa promette esattamente il fondo, attraverso quali regole sceglie gli investimenti e con quali indicatori dimostra i risultati? Se le risposte restano vaghe, è prudente chiedere chiarimenti prima di acquistare.
Come acquistare fondi etici o ETF sostenibili
I fondi possono essere sottoscritti tramite banca, consulente o altro intermediario autorizzato; gli ETF vengono normalmente acquistati in Borsa attraverso un conto titoli. Prima dell’operazione l’intermediario deve raccogliere le informazioni previste per valutare appropriatezza o adeguatezza, a seconda del servizio prestato, comprese le eventuali preferenze di sostenibilità.
Il percorso pratico può essere riassunto così: definire obiettivi e rischio; confrontare più prodotti omogenei; leggere KID, prospetto e informativa SFDR; controllare portafoglio, esclusioni e costi; verificare l’autorizzazione dell’intermediario; decidere importo e modalità d’ingresso; monitorare nel tempo eventuali cambi di strategia, nome o classificazione.
Investire gradualmente attraverso un piano di accumulo può ridurre il rischio di concentrare tutto l’acquisto in un solo momento, ma non elimina le perdite e non rende conveniente un prodotto inadeguato o troppo costoso. Anche la diversificazione tra aree, settori e strumenti rimane essenziale.
Fondi etici: vantaggi e limiti
I fondi etici consentono di integrare valori personali e decisioni finanziarie, accedere a un portafoglio diversificato e affidare selezione e controllo a una gestione professionale o a un indice trasparente. Possono inoltre favorire il dialogo con le imprese e orientare capitali verso determinate attività.
I limiti non vanno nascosti: non esiste una definizione universale di etico, i dati ESG possono essere incompleti, le strategie possono divergere e il rischio di greenwashing non è azzerato dalle regole. Restano inoltre tutti i normali rischi di mercato, credito, tasso, cambio e liquidità.
La scelta più corretta non è quindi il fondo con il nome più rassicurante, ma quello del quale si comprendono obiettivi, investimenti, costi e rischi. Etica e prudenza finanziaria devono procedere insieme: sacrificare la seconda non rende più responsabile la prima.
Avvertenza: le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative ed educative e non costituiscono consulenza, raccomandazione personalizzata o sollecitazione all’investimento. Prima di investire, leggere la documentazione ufficiale e valutare la propria situazione con un intermediario o consulente autorizzato.




