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Quali sono gli obblighi del datore di lavoro in caso di infortunio di un dipendente

⚖️ Infortunio sul lavoro: cosa deve fare il datore di lavoro secondo la normativa vigente.

Beppe Genova by Beppe Genova
15/10/2015
in Impresa e Partita IVA, Lavoro e denaro
Reading Time: 5min read
come denunciare infortunio sul lavoro
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La sicurezza sul lavoro è una priorità fondamentale in qualsiasi ambiente lavorativo, e la gestione degli infortuni dei dipendenti è parte integrante di questo impegno. Conoscere con esattezza quali sono gli obblighi amministrativi e le procedure da seguire da parte del datore di lavoro in caso di infortunio di un suo dipendente è molto importante, non solo per garantire il benessere e la salute dei lavoratori, ma anche per evitare conseguenze legali gravi e costose. In questo articolo, esploreremo in dettaglio quali sono gli obblighi del datore di lavoro in caso di infortunio di un dipendente.

Analizzeremo le leggi e le normative che regolamentano questa importante area e forniremo una guida chiara su come adempiere correttamente a tali obblighi. Da segnalare, infatti, che ignorare o sottovalutare tali responsabilità potrebbe comportare sanzioni pesanti e compromettere la reputazione dell’azienda.

Continua a leggere per scoprire quali sono le misure necessarie da adottare per garantire la sicurezza dei dipendenti, quali documenti devono essere compilati, come informare gli organi competenti e molto altro ancora. La conoscenza e l’attuazione corretta di questi obblighi non solo proteggeranno i tuoi dipendenti ma anche la tua azienda da gravi conseguenze.

Indice Guida Gratis:

  • Come deve comportarsi il datore di lavoro in caso di infortunio di un proprio dipendente
  • Cosa succede se il datore di lavoro non denuncia l’infortunio
  • Quando un infortunio può trasformarsi in malattia professionale

Come deve comportarsi il datore di lavoro in caso di infortunio di un proprio dipendente

Il prestatore d’opera che subisce un infortunio dovrà innanzitutto comunicarlo al proprio datore di lavoro e, nel più breve tempo possibile, trasmettergli copia del certificato medico rilasciato dal Pronto Soccorso. Se la prognosi è inferiore a tre giorni il datore di lavoro non dovrà effettuare alcuna comunicazione e l’indennizzo avverrà direttamente in busta paga con una percentuale variabile. Mentre il giorno dell’infortunio dovrà essere retribuito al 100%, dal 2° al 4° giorno spetta al lavoratore il 60% della retribuzione. Se, invece, è superiore a tre giorni, oltre a quello in cui si è verificato l’infortunio, il datore di lavoro deve provvedere a trasmettere per via telematica alla sede Inail competente per territorio in base al domicilio del lavoratore infortunato il nuovo “modello 4 Bis Prest. Denuncia Infortunio Inail”. (Qui il link e relativi moduli per la comunicazione).

Per effettuare questa comunicazione il datore di lavoro ha 2 giorni di tempo, da quando è venuto a conoscenza dell’infortunio. Il nuovo modello per l’invio telematico è disponibile on line e non prevede più l’obbligo per il datore di lavoro di allegare alla denuncia il certificato medico, che dovrà essere presentato solo dietro richiesta dell’Inail. Una volta effettuato l’invio telematico della denuncia il lavoratore dovrà, due o tre giorni prima della scadenza della prognosi, recarsi agli ambulatori Inail per una visita medica.  In base ai risultati della visita l’Istituto provvede a rilasciare un nuovo certificato, che dovrà nuovamente essere trasmesso al datore di lavoro, oppure chiudere la pratica di infortunio. Nell’ipotesi in cui per un infortunio con prognosi inferiore a tre giorni dovesse essere diagnosticato un periodo ulteriore, l’obbligo di comunicazione all’Inail da parte del datore di lavoro decorre dal momento in cui riceve il nuovo certificato ed avrà due giorni di tempo per effettuare l’invio telematico. Molto più brevi invece i tempi per la comunicazione nel caso in cui l’infortunio si sia rivelato mortale oppure vi sia un reale rischio di morte. In questo caso al datore di lavoro vengono concesse 24 ore per effettuare la comunicazione all’Inail mediante l’invio telematico della Denuncia di Infortunio. In ognuna di queste ipotesi la tardiva o mancata comunicazione all’Inail da parte del datore di lavoro può dar luogo ad una sanzione da €. 1.290,00 a €. 7.745,00.

Occorre tenere presente che, oltre all’infortunio avvenuto durante il normale orario di lavoro, l’Inail riconosce al lavoratore anche l’infortunio incidente itinere; ovvero quello avvenuto nel tragitto di andata e ritorno dall’abitazione al luogo di lavoro oppure durante il percorso abituale per la consumazione dei pasti qualora non vi sia la mensa aziendale ed a prescindere dal tipo di mezzo di trasporto utilizzato. Vi sono tuttavia alcune situazioni che non danno diritto al riconoscimento nell‘infortunio incidente itinere, come, ad esempio, quelle causate da consumo di alcool, droghe o psicofarmaci, oppure la mancanza della patente di guida del conducente. In tutti gli altri casi l’infortunio in itinere segue le stesse modalità previste per l’infortunio avvenuto durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.

infortunio sul lavoro cosa fare

Cosa succede se il datore di lavoro non denuncia l’infortunio

La denuncia dell’infortunio all’Inail non è una semplice formalità, ma un preciso obbligo previsto dalla legge. La mancata comunicazione o il ritardo nell’invio della denuncia possono comportare pesanti sanzioni amministrative a carico del datore di lavoro. Oltre agli aspetti economici, l’omissione potrebbe creare difficoltà al lavoratore nell’ottenere le indennità e le prestazioni previste dall’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Per questo motivo è sempre consigliabile rispettare scrupolosamente i termini previsti dalla normativa e conservare copia di tutta la documentazione trasmessa.

Quando un infortunio può trasformarsi in malattia professionale

L’infortunio sul lavoro non deve essere confuso con la malattia professionale. Mentre l’infortunio deriva generalmente da un evento improvviso e identificabile, la malattia professionale si sviluppa nel tempo a causa dell’attività lavorativa svolta. Pensiamo ad esempio a patologie causate dall’esposizione prolungata a sostanze nocive, rumori elevati o movimenti ripetitivi. Anche in questi casi il lavoratore può avere diritto alle tutele previste dall’Inail, purché venga dimostrato il collegamento tra la patologia e l’attività lavorativa svolta.

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Beppe Genova

Beppe Genova

Beppe Genova è autore e responsabile editoriale di Guide-Online.it. Cura guide pratiche e tutorial verificando fonti, procedure e aggiornamenti, con particolare attenzione alla chiarezza e all’utilità per i lettori.

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