Per vedere fondali spettacolari, pesci colorati e praterie di Posidonia non è necessario raggiungere il Mar Rosso o organizzare una costosa vacanza tropicale. L’Italia offre decine di località nelle quali è sufficiente indossare maschera, boccaglio e pinne per scoprire un mondo completamente diverso da quello visibile dalla spiaggia.
Lo snorkeling è inoltre una delle attività marine più accessibili. Non richiede brevetti subacquei e, scegliendo luoghi adatti alle proprie capacità, permette anche ai principianti di osservare saraghi, occhiate, salpe, castagnole, donzelle, stelle marine, polpi e, nelle zone più fortunate, cernie e barracuda.
Non tutte le spiagge dal mare trasparente, però, sono ugualmente interessanti per chi vuole osservare la vita marina. Una grande distesa di sabbia può essere splendida per fare il bagno ma relativamente povera dal punto di vista dell’osservazione. Per lo snorkeling sono spesso più interessanti scogliere, promontori, piccole isole, praterie di Posidonia e soprattutto aree marine protette.
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Quali sono i posti più belli per fare snorkeling in Italia
Dalla Liguria alla Sicilia, passando per le isole toscane, la Puglia, la Campania, la Calabria e la Sardegna, la scelta è vastissima. L’Italia dispone di numerose aree marine protette e di interi arcipelaghi nei quali la tutela dell’ambiente ha favorito la conservazione di habitat particolarmente ricchi.
Per questa selezione non sono state considerate soltanto la bellezza delle spiagge e la trasparenza dell’acqua. Sono importanti anche la varietà dei fondali, la possibilità di osservare pesci a profondità accessibili e l’esistenza di punti raggiungibili senza essere subacquei esperti.
Occorre comunque ricordare che nelle aree marine protette possono esistere zone con livelli differenti di tutela e regole specifiche. Prima di entrare in acqua o organizzare escursioni autonome è quindi sempre opportuno verificare i regolamenti dell’ente gestore.

Ustica: uno dei paradisi italiani dello snorkeling
Se si dovesse indicare una sola destinazione italiana interamente legata alla scoperta del mondo sottomarino, Ustica sarebbe inevitabilmente tra le prime candidate.
L’isola vulcanica possiede coste rocciose, grotte, pareti sommerse e acque generalmente molto limpide. La sua area marina protetta, istituita nel 1986, si estende per oltre 15.000 ettari. L’ente gestore segnala una fauna che comprende cernie brune, dentici, barracuda, ricciole, occhiate, polpi e aragoste.
Uno dei punti più conosciuti per lo snorkeling è Cala Sidoti, piccola insenatura del versante occidentale compresa nell’area protetta e indicata anche dal portale turistico nazionale tra le principali località italiane per questa attività.
Cosa si può vedere: saraghi, salpe, occhiate, donzelle, castagnole, polpi e, con un po’ di fortuna e nelle zone adatte, pesci di dimensioni maggiori.
Livello: da facile a intermedio, secondo il punto scelto e le condizioni del mare.
Periodo migliore: indicativamente da giugno a ottobre, con settembre particolarmente interessante per acqua ancora calda e minore pressione turistica.
Isole Egadi: Favignana, Levanzo e Marettimo
L’Area Marina Protetta Isole Egadi circonda Favignana, Levanzo e Marettimo e, con 53.992 ettari, è indicata dall’ente gestore come la più estesa area marina protetta del Mediterraneo.
Favignana è la scelta più semplice per chi desidera alternare spiagge e snorkeling. Levanzo offre una dimensione più raccolta, mentre Marettimo è probabilmente la scelta più affascinante per chi cerca coste selvagge, grotte e ambienti rocciosi.
A Favignana si possono considerare Cala Rossa, Bue Marino e Cala Azzurra, scegliendo sempre il punto di ingresso in funzione del mare e delle proprie capacità. A Marettimo le escursioni in barca permettono di raggiungere cale e grotte difficilmente accessibili via terra.
Cosa si può vedere: salpe, saraghi, occhiate, donzelle, castagnole, polpi e numerose specie legate agli ambienti rocciosi e alle praterie di Posidonia.
Livello: facile nelle cale più riparate; intermedio nelle zone esposte e durante le escursioni lungo costa.
Tavolara e Punta Coda Cavallo
L’Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo protegge circa 15.000 ettari di mare e una quarantina di chilometri di territorio costiero.
È una delle destinazioni migliori per combinare vacanza balneare e osservazione dei fondali. L’area comprende ambienti molto differenti: fondali sabbiosi, zone rocciose e praterie di Posidonia.
Per i principianti sono particolarmente interessanti le zone riparate nelle quali è possibile entrare gradualmente in acqua, mentre chi ha maggiore esperienza può partecipare alle escursioni guidate organizzate nell’area protetta.
Cosa si può vedere: saraghi, salpe, occhiate, donzelle, castagnole e fauna associata alla Posidonia.
Livello: facile o intermedio a seconda della zona.
Arcipelago della Maddalena
Arcipelago di La Maddalena offre una combinazione difficilmente eguagliabile di acqua trasparente, rocce granitiche e piccole cale.
Lo snorkeling può essere praticato in numerose zone costiere, ma alcune delle esperienze più interessanti si raggiungono durante le escursioni in barca, che permettono di fermarsi nei tratti più riparati.
Il vantaggio dell’arcipelago è la varietà: si passa da fondali chiari e sabbiosi ad ambienti rocciosi nei quali è più facile osservare pesci e piccoli organismi marini.
Cosa si può vedere: saraghi, salpe, occhiate, donzelle, castagnole, stelle marine e polpi.
Livello: generalmente facile nelle cale riparate.

Portofino e Punta Chiappa
L’Area Marina Protetta di Portofino rappresenta uno dei punti di riferimento del Mediterraneo per la ricchezza dei fondali. L’area comprende numerosi siti subacquei lungo la costa del promontorio, tra cui Punta Chiappa, Punta della Targhetta, Grotta dell’Eremita e Punta dell’Indiano.
Naturalmente non tutti i siti di immersione sono destinati allo snorkeling, ma anche rimanendo in superficie è possibile osservare ambienti rocciosi, pesci costieri e praterie sommerse.
La zona di Punta Chiappa è particolarmente suggestiva, ma bisogna prestare attenzione al moto ondoso e al traffico nautico, evitando di allontanarsi dalla costa senza adeguata esperienza e segnalazione.
Cosa si può vedere: saraghi, salpe, occhiate, castagnole, donzelle, polpi e fauna tipica dei fondali rocciosi liguri.
Livello: intermedio in molti tratti.
Giannutri e l’Arcipelago Toscano
L’Isola di Giannutri è uno dei luoghi più interessanti dell’Arcipelago Toscano per chi vuole osservare i fondali senza necessariamente praticare immersioni profonde. Anche il Touring Club Italiano la segnala espressamente come località particolarmente adatta allo snorkeling.
Le coste rocciose e l’acqua limpida consentono spesso una buona visibilità. Essendo inserita in un’area protetta, è necessario informarsi preventivamente sulle regole di accesso e sulle zone nelle quali l’attività è consentita.
Anche Isola d’Elba e Isola del Giglio offrono numerosi tratti interessanti, soprattutto dove la costa rocciosa incontra piccole cale.
Cosa si può vedere: saraghi, occhiate, salpe, donzelle, stelle marine, ricci e piccoli polpi.
Livello: facile o intermedio.
Isole Tremiti
Le Isole Tremiti rappresentano una delle migliori destinazioni dell’Adriatico italiano per chi ama osservare il mare sott’acqua.
I fondali dell’arcipelago sono protetti all’interno del Parco Nazionale del Gargano e alternano rocce, pareti sommerse, grotte e zone di Posidonia. Il Touring Club le include tra i fondali italiani di particolare interesse.
San Domino è la base più comoda per esplorare l’arcipelago e partecipare a escursioni in barca con soste per il bagno e lo snorkeling.
Cosa si può vedere: saraghi, salpe, occhiate, donzelle, castagnole e polpi.
Livello: facile nelle cale protette; intermedio lungo i tratti più esposti.

Torre Guaceto
L’Riserva Naturale Statale di Torre Guaceto è uno dei luoghi più interessanti della costa pugliese per avvicinarsi allo snorkeling in un ambiente tutelato.
La combinazione tra fondali bassi, tratti rocciosi e praterie sommerse permette di osservare la vita marina senza necessariamente raggiungere grandi profondità. Il portale ufficiale del turismo italiano include Torre Guaceto tra le aree marine protette italiane da esplorare.
Cosa si può vedere: piccoli saraghi, salpe, donzelle, cefali, granchi e organismi delle zone rocciose.
Livello: adatto anche ai principianti nei punti consentiti e in condizioni di mare calmo.
Plemmirio, la Sicilia orientale sotto la superficie
La Area Marina Protetta Plemmirio protegge un tratto di costa a sud di Siracusa caratterizzato da falesie, grotte e fondali che scendono rapidamente.
Per chi pratica snorkeling sono interessanti soprattutto le zone accessibili dalla costa e i tratti meno esposti. È importante, però, non confondere la facilità di accesso con la sicurezza: alcune zone possono essere soggette a correnti e moto ondoso.
Il Plemmirio è inserito anche dal portale turistico nazionale tra le aree marine protette italiane di particolare interesse.
Cosa si può vedere: saraghi, salpe, occhiate, donzelle, polpi e fauna di scogliera.
Livello: da facile a intermedio secondo l’accesso scelto.
Capo Rizzuto
L’Area Marina Protetta Capo Rizzuto è una delle grandi destinazioni marine della Calabria.
La costa alterna promontori, insenature e fondali differenti. Per lo snorkeling sono da preferire le zone rocciose e riparate, dove l’osservazione risulta generalmente più interessante rispetto alle grandi distese esclusivamente sabbiose.
Anche Capo Rizzuto figura tra le aree protette marine segnalate dal portale turistico nazionale per la qualità degli ambienti tutelati.
Cosa si può vedere: saraghi, salpe, occhiate, donzelle e piccoli polpi.
Livello: facile o intermedio.
Baia e Gaiola: snorkeling tra natura e archeologia sommersa
La Campania offre due esperienze particolari nel Golfo di Napoli: il Parco Sommerso di Baia e il Parco Sommerso di Gaiola.
A Baia l’interesse non è rappresentato soltanto dai pesci, ma dalla possibilità di osservare testimonianze archeologiche sommerse dell’antica città romana. La Gaiola combina invece ambiente naturale, paesaggio costiero e resti archeologici.
Entrambi sono contesti regolamentati: per visite e attività occorre controllare modalità di accesso e servizi autorizzati. Il portale turistico nazionale segnala entrambe le aree tra i parchi marini italiani da scoprire.
Cosa si può vedere: pesci costieri, organismi marini e, a Baia, strutture e mosaici sommersi nei percorsi autorizzati.
Livello: adatto anche ai principianti nelle attività organizzate.
Miramare: fare snorkeling anche nell’alto Adriatico
Non bisogna pensare che lo snorkeling interessante sia possibile soltanto nelle isole del Sud.
La Riserva Naturale Marina di Miramare, nel Golfo di Trieste, protegge un ambiente marino molto diverso da quello delle isole mediterranee ma proprio per questo interessante.
La fauna comprende molluschi, crostacei e numerose specie di pesci ossei; la riserva viene frequentemente indicata tra le destinazioni italiane più interessanti per osservare i fondali.
Cosa si può vedere: bavose, ghiozzi, cefali, saraghi, crostacei e molluschi.
Livello: adatto anche a chi vuole avvicinarsi all’osservazione naturalistica del mare.

Come scegliere maschera, boccaglio e pinne per fare snorkeling
Per iniziare a fare snorkeling non serve un’attrezzatura costosa, ma questo non significa che qualsiasi kit economico sia adatto. La qualità più importante di una maschera non è il prezzo e neppure l’aspetto estetico: è la capacità di aderire correttamente al viso.
Una maschera che lascia entrare continuamente acqua trasforma un’esperienza rilassante in una continua lotta con l’attrezzatura. Prima dell’acquisto è utile appoggiare la maschera sul viso senza indossare il cinturino e inspirare delicatamente dal naso: se rimane aderente per qualche istante, la forma è probabilmente compatibile con il proprio volto.
Per un uso frequente è preferibile una maschera con facciale morbido in silicone e vetro temperato. Le maschere a basso volume interno sono generalmente più semplici da svuotare dall’acqua e meno ingombranti.
Il boccaglio tradizionale rimane una soluzione semplice ed efficace. I modelli con paraspruzzi superiore possono ridurre l’ingresso accidentale dell’acqua, mentre una valvola di scarico inferiore facilita l’espulsione dell’acqua entrata nel tubo. Nessun sistema, tuttavia, elimina la necessità di imparare a respirare con calma e a svuotare correttamente il boccaglio.
Le pinne devono essere scelte in funzione dell’utilizzo. Per tranquille esplorazioni in superficie non servono necessariamente pinne molto lunghe o rigide. Una pinna relativamente morbida e di dimensioni moderate può essere più confortevole per un principiante e affaticare meno le gambe.
Particolare attenzione merita la vestibilità: una scarpetta troppo stretta provoca dolore, mentre una pinna larga può creare abrasioni o sfilarsi.
Per chi rimane a lungo in acqua, una maglia anti-UV o una muta leggera può proteggere dal sole e ridurre la dispersione di calore. Una boa di segnalazione aumenta la visibilità, soprattutto fuori dalle cale chiuse e nelle zone dove è possibile la presenza di imbarcazioni.
Le maschere integrali che coprono tutto il volto richiedono particolare cautela nella scelta e nell’utilizzo. È preferibile acquistare prodotti conformi alle normative applicabili e utilizzare l’attrezzatura esattamente secondo le istruzioni del produttore. Per attività più impegnative o per chi vuole imparare tecniche di apnea, la combinazione tradizionale di maschera e boccaglio resta la soluzione più versatile.
Quali pesci si vedono facendo snorkeling in Italia?
Uno degli aspetti più divertenti dello snorkeling è imparare progressivamente a riconoscere ciò che si osserva.
Le salpe sono facilmente identificabili per le linee dorate longitudinali e si muovono spesso in gruppi. I saraghi frequentano zone rocciose e fondali misti. Le occhiate si riconoscono per la macchia scura vicino alla coda, mentre le colorate donzelle sono comuni sui fondali rocciosi.
Le castagnole formano spesso piccoli gruppi sopra gli scogli. Con maggiore attenzione si possono individuare polpi, mimetizzati tra rocce e anfratti, e scorfani, che proprio grazie alla capacità di confondersi con il fondale richiedono un occhio allenato.
Nelle aree protette più ricche e nelle condizioni adatte si possono osservare anche cernie e barracuda. Non bisogna però entrare in acqua aspettandosi un acquario: il piacere dello snorkeling consiste proprio nell’osservare con pazienza un ambiente naturale.
Il periodo migliore per fare snorkeling
In gran parte dell’Italia il periodo più favorevole va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, ma le condizioni cambiano molto tra Alto Adriatico, Liguria, Sardegna e Sicilia.
Luglio e agosto garantiscono generalmente temperature elevate, ma sono anche i mesi con più bagnanti e maggiore traffico nautico.
Giugno e settembre rappresentano spesso il miglior compromesso: acqua sufficientemente calda, spiagge meno affollate e maggiore tranquillità nelle cale.
Anche l’orario conta. Le prime ore della mattina offrono frequentemente mare più tranquillo, minore traffico di barche e condizioni migliori per l’osservazione.
Le regole per osservare il mare senza danneggiarlo
Fare snorkeling significa entrare in un ecosistema, non in un parco divertimenti.
Non bisogna toccare o raccogliere stelle marine, molluschi e altri organismi. Non è opportuno inseguire i pesci, infilare le mani negli anfratti o camminare sulle praterie di Posidonia.
Anche dare cibo ai pesci è una cattiva abitudine: altera il loro comportamento naturale e non è necessario per osservarli.
Nelle aree marine protette è indispensabile rispettare zonizzazione e regolamenti. L’Italia possiede numerosi sistemi di tutela marina, ma le attività consentite possono variare da una zona all’altra.
Snorkeling in sicurezza: gli errori da evitare
Il fatto che lo snorkeling si svolga in superficie non significa che sia privo di rischi.
Non bisogna entrare in acqua da soli in zone isolate, soprattutto quando non si conoscono correnti e caratteristiche della costa. È importante verificare vento e condizioni del mare prima di partire e non sopravvalutare le proprie capacità.
La boa di segnalazione è particolarmente utile quando si nuota lontano dalla riva. Nelle aree con traffico nautico bisogna mantenere un’attenzione ancora maggiore.
Chi non sa nuotare bene non dovrebbe affidarsi alla sola attrezzatura per sentirsi sicuro. In questi casi è preferibile partecipare a un’attività guidata in un ambiente controllato.
Dove andare per la prima esperienza di snorkeling?
Per chi non ha mai provato, la destinazione migliore non è necessariamente quella con il fondale più spettacolare.
È meglio scegliere una cala riparata, con accesso graduale, acqua limpida, poca corrente e possibilità di rientrare facilmente a riva.
Torre Guaceto, alcune cale delle Egadi, zone riparate di Tavolara e diverse spiagge dell’Arcipelago Toscano possono offrire contesti adatti, ma le condizioni reali del giorno devono sempre essere valutate.
Dopo aver imparato a respirare con calma, svuotare la maschera e utilizzare correttamente le pinne, si possono affrontare escursioni più lunghe e luoghi più impegnativi.
Il mare italiano più bello è spesso quello che non si vede dalla spiaggia
Molte delle coste più famose d’Italia vengono giudicate soltanto dal colore dell’acqua osservato da terra. Basta però indossare una maschera per scoprire che il paesaggio continua sotto la superficie.
Le rocce diventano rifugi, la Posidonia forma vere praterie sommerse e una cala apparentemente tranquilla può ospitare decine di specie differenti.
Da Ustica a Tavolara, dalle Egadi a Portofino, da Giannutri alle Tremiti, l’Italia offre esperienze di snorkeling molto diverse tra loro. Non serve necessariamente essere subacquei esperti: servono curiosità, prudenza e rispetto per l’ambiente.
Il consiglio è iniziare lentamente. Fermarsi, galleggiare e osservare spesso permette di vedere molto di più che nuotare velocemente per centinaia di metri. Sotto la superficie, il mare italiano ha ancora moltissimo da raccontare.




