Un disco può iniziare a deteriorarsi senza smettere immediatamente di funzionare. Rallentamenti improvvisi, file danneggiati ed errori durante l’avvio possono anticipare un guasto, ma in alcuni casi l’unità si rompe senza segnali evidenti. Per questo motivo è utile controllare periodicamente hard disk, SSD SATA e SSD NVMe, soprattutto quando contengono documenti o fotografie importanti.
Il controllo più utile consiste nella lettura dei dati S.M.A.R.T., un sistema di autodiagnosi integrato nelle unità di archiviazione. A questo si possono affiancare la verifica del file system e i test messi a disposizione dal produttore. Sono però controlli differenti: un disco può avere un file system integro e, nello stesso tempo, presentare problemi hardware.
Nessun programma può garantire che un’unità classificata come “buona” non si guasterà. La vera protezione rimane il backup: almeno una copia dei dati su un supporto diverso e, per i file insostituibili, una seconda copia conservata altrove o nel cloud.
Indice Guida Gratis:
Come verificare se un hard disk o un SSD sta per guastarsi
I segnali che non bisogna ignorare
Un singolo rallentamento non dimostra che il disco sia danneggiato: può dipendere dalla memoria insufficiente, da Windows, da un aggiornamento o da un programma troppo pesante. Occorre invece intervenire rapidamente quando più anomalie si ripetono.
I principali segnali d’allarme sono:
- rumori meccanici insoliti, clic o tentativi ripetuti di avvio negli hard disk;
- file che non si aprono, scompaiono o risultano danneggiati;
- computer che si blocca durante la copia dei dati;
- tempi di avvio diventati improvvisamente molto lunghi;
- errori di lettura o scrittura e schermate blu ricorrenti;
- unità che compare e scompare dal sistema operativo;
- richieste frequenti di analizzare o riparare il disco;
- avvisi S.M.A.R.T., “Caution”, “Bad” o “Critical Warning”;
- temperatura costantemente elevata;
- percentuale di vita residua dell’SSD molto bassa.
Se l’hard disk emette clic regolari, raschiamenti o altri rumori mai sentiti prima, è prudente spegnere il computer ed evitare test lunghi. Un’analisi intensiva potrebbe sollecitare ulteriormente un’unità già compromessa. Prima si devono copiare i dati essenziali oppure, se non sono più accessibili, valutare un servizio professionale di recupero.
Controllare i dati S.M.A.R.T. con CrystalDiskInfo
Su Windows uno degli strumenti gratuiti più semplici è CrystalDiskInfo. Il programma legge i dati S.M.A.R.T. di hard disk (Non sai quanto sia pieno il tuo hard disk, scopri come sapere quanto spazio c’è ancora con lanostra guida) ecco com e SSD e supporta anche numerose unità NVMe, USB e configurazioni RAID, sebbene la compatibilità possa dipendere dal controller utilizzato.
Dopo averlo installato dal sito ufficiale, basta avviarlo e selezionare l’unità da controllare. Nella parte superiore vengono mostrati lo stato generale, la temperatura, il modello, il firmware, le ore di funzionamento e il numero di accensioni.
| Stato visualizzato | Significato | Cosa fare |
|---|---|---|
| Buono o Good | Non sono state rilevate anomalie critiche | Continuare i backup e controllare periodicamente |
| Attenzione o Caution | Uno o più parametri richiedono attenzione | Salvare subito i dati e approfondire |
| Cattivo o Bad | Il disco presenta un rischio concreto di guasto | Sostituire l’unità appena possibile |
| Sconosciuto o Unknown | I dati non sono disponibili o non vengono interpretati | Provare il software del produttore o un altro collegamento |
È importante non limitarsi al colore del riepilogo. CrystalDiskInfo considera particolarmente significativi, negli hard disk, il numero dei settori riallocati, i settori instabili in attesa di riallocazione e quelli non correggibili. La stessa documentazione del programma indica questi parametri con i codici 05, C5 e C6.
Un settore riallocato non significa necessariamente che il disco smetterà di funzionare il giorno stesso. La crescita progressiva del valore, tuttavia, indica un deterioramento della superficie o della memoria e rende consigliabile la sostituzione.
Quali valori osservare negli hard disk
I produttori non interpretano sempre gli attributi S.M.A.R.T. nello stesso modo. I valori grezzi, inoltre, possono utilizzare unità differenti. Non è quindi corretto applicare a ogni disco una soglia trovata casualmente online.
| Parametro | Che cosa può indicare |
|---|---|
| Reallocated Sectors Count | Settori difettosi sostituiti con aree di riserva |
| Current Pending Sector Count | Settori instabili che attendono una nuova verifica |
| Uncorrectable Sector Count | Errori che il disco non è riuscito a correggere |
| UDMA CRC Error Count | Possibili problemi del cavo SATA o del collegamento |
| Spin Retry Count | Difficoltà del motore a portare i piatti alla velocità corretta |
| Temperature | Condizioni termiche potenzialmente sfavorevoli |
| Power-On Hours | Ore complessive di funzionamento |
Un aumento del conteggio CRC può dipendere dal cavo SATA e non dal disco. In questo caso conviene spegnere il computer, verificare i collegamenti e sostituire il cavo prima di concludere che l’unità sia guasta.
Come interpretare la salute di un SSD
Gli SSD non possiedono piatti e testine e quindi non producono i rumori tipici di un hard disk. La loro memoria flash, però, sopporta un numero finito di scritture. I programmi di controllo possono mostrare valori come percentuale utilizzata, vita residua, quantità complessiva di dati scritti, errori del supporto e avvisi critici.
Per gli SSD NVMe sono particolarmente utili i parametri “Critical Warning”, “Percentage Used”, “Available Spare”, temperatura ed errori del supporto. Una percentuale utilizzata elevata segnala che l’unità si sta avvicinando alla durata di scrittura prevista, ma non rappresenta un conto alla rovescia esatto.
Il valore TBW, cioè terabyte scritti, va confrontato con la resistenza dichiarata dal produttore per quello specifico modello. Superare tale valore non determina necessariamente un guasto immediato: indica principalmente che è stata raggiunta la quantità di scritture associata alla garanzia o alle specifiche di durata.
Verificare il disco con gli strumenti di Windows
Windows consente di controllare la struttura logica del file system senza installare programmi. Da Esplora file si può aprire Questo PC, fare clic con il pulsante destro sull’unità, scegliere Proprietà, quindi Strumenti e Controlla nella sezione relativa agli errori.
In alternativa si può aprire il Terminale o il Prompt dei comandi come amministratore e utilizzare:
Il comando esegue una scansione online del volume. Per chiedere la correzione degli errori si può utilizzare:
Se si tratta dell’unità di sistema, Windows può proporre di programmare il controllo al riavvio.
Bisogna però chiarire un equivoco frequente: CHKDSK controlla principalmente il file system e non sostituisce l’analisi S.M.A.R.T.. Può correggere indici, collegamenti e altri errori logici, ma non certifica la buona salute fisica del dispositivo. Allo stesso modo, il comando sfc /scannow verifica i file protetti di Windows, non l’hard disk.
Controllare un disco su macOS
Su Mac è possibile utilizzare Utility Disco, presente nella cartella Utility delle Applicazioni. Dopo aver aperto il programma, si seleziona Vista > Mostra tutti i dispositivi, quindi si sceglie il volume interessato e si avvia SOS.
Apple consiglia di eseguire SOS partendo dall’ultimo volume presente nell’elenco, proseguendo con gli altri volumi, i contenitori e infine il dispositivo fisico. Utility Disco può verificare e riparare alcuni problemi di formattazione e struttura delle directory, ma non può riparare un supporto che sta cedendo fisicamente. Se macOS segnala che il disco sta per guastarsi, occorre eseguire il backup e sostituirlo.
Per leggere informazioni più approfondite si può ricorrere anche a smartmontools, disponibile per più sistemi operativi, ma richiede una certa familiarità con il Terminale.
Smartmontools per Windows, macOS e Linux
Smartmontools è un progetto open source che comprende smartctl, per interrogare e testare le unità, e smartd, destinato al monitoraggio continuo. Supporta dispositivi ATA, SCSI e NVMe su numerosi sistemi.
Su Linux, dopo aver individuato correttamente il dispositivo, un controllo completo delle informazioni può essere richiesto con un comando simile al seguente:
Per un SSD NVMe il percorso potrebbe essere /dev/nvme0. Un test breve può essere avviato con:
Il test non restituisce necessariamente subito il risultato: al termine del tempo indicato bisogna leggere nuovamente i dati con smartctl -a. I nomi delle unità devono essere verificati attentamente, senza copiarli alla cieca.
Usare il programma del produttore
Quando l’unità è riconosciuta male da un software generico o bisogna verificare la garanzia, conviene utilizzare lo strumento ufficiale del produttore.
| Produttore o tipologia | Strumento indicativo | Funzioni |
|---|---|---|
| Seagate | SeaTools | Test rapido, diagnostica estesa e controllo di HDD e SSD |
| Samsung SSD | Samsung Magician | Salute, firmware, diagnostica e prestazioni dei modelli compatibili |
| Western Digital HDD | Western Digital Kitfox | Diagnostica delle unità meccaniche compatibili |
| SanDisk e WD SSD | SanDisk Dashboard | Stato, firmware e strumenti per SSD supportati |
| Marche diverse | CrystalDiskInfo o smartmontools | Lettura S.M.A.R.T. e monitoraggio generale |
La vecchia applicazione Western Digital Dashboard non è più supportata: Western Digital indica Kitfox per gli hard disk e SanDisk Dashboard per gli SSD. È bene scaricare questi programmi esclusivamente dai siti ufficiali ed evitare raccolte software o portali che propongono installer modificati.
Test rapido, test esteso e benchmark non sono la stessa cosa
Un test S.M.A.R.T. rapido verifica alcune funzioni essenziali e termina generalmente in pochi minuti. Il test esteso legge una porzione molto più ampia dell’unità e può richiedere ore. Prima di avviarlo è indispensabile salvare i dati importanti.
Un benchmark, invece, misura la velocità di lettura e scrittura. CrystalDiskMark e programmi simili possono essere utili per confrontare le prestazioni, ma non stabiliscono da soli se il disco sia sano. Un SSD lento può dipendere dallo spazio quasi esaurito, dalla temperatura, dall’interfaccia, dalla cache o dai processi in esecuzione. Inoltre, test ripetuti generano scritture non necessarie.
La temperatura è davvero importante?
Il calore eccessivo può ridurre le prestazioni e contribuire all’usura, soprattutto negli SSD NVMe installati vicino alla scheda grafica o privi di una ventilazione adeguata. Tuttavia non esiste una temperatura ideale identica per ogni modello.
Occorre confrontare il dato rilevato con l’intervallo operativo dichiarato dal produttore. Picchi temporanei durante copie pesanti possono essere normali; temperature costantemente prossime al limite, rallentamenti termici o avvisi richiedono invece una verifica della ventilazione, della polvere e dell’eventuale dissipatore.
Quando sostituire immediatamente il disco
La sostituzione non dovrebbe essere rimandata quando un programma segnala uno stato critico, aumentano i settori instabili o non correggibili, il dispositivo scompare frequentemente oppure un test ufficiale fallisce.
La priorità non è tentare di “riparare” il disco, ma mettere al sicuro i dati. La formattazione, la deframmentazione e CHKDSK non risolvono un guasto fisico. Un hard disk deteriorato non torna affidabile perché i settori problematici sono stati temporaneamente riallocati.
Gli SSD non devono essere deframmentati manualmente con i vecchi criteri applicati ai dischi meccanici. I sistemi moderni gestiscono automaticamente l’ottimizzazione e il comando TRIM.
Un disco sano non sostituisce il backup
Il controllo S.M.A.R.T. serve a individuare alcuni guasti prevedibili, ma non protegge da sbalzi elettrici, cadute, furti, ransomware, cancellazioni accidentali o rotture improvvise del controller.
Una buona regola è mantenere tre copie dei dati, su almeno due tipi di supporto, con una copia conservata in un luogo differente. Il backup deve inoltre essere verificato: vedere una cartella sul disco esterno non basta se i file non sono realmente leggibili.
Per un controllo ordinario si può leggere lo stato S.M.A.R.T. una volta al mese e lasciare attivi gli avvisi del programma scelto. Se compaiono anomalie, si procede prima con il backup, poi con il test ufficiale del produttore e infine con la sostituzione dell’unità. Questo ordine evita di sottoporre inutilmente a stress un disco che potrebbe essere già vicino al guasto.


