Se lo splendore delle posate d’argento vuoi conservare, con delicatezza le devi lavare. Belle e preziose, vengono spesso riservate ai pranzi delle feste, alle cene importanti o alle occasioni in cui si desidera preparare una tavola particolarmente elegante.
Rimanendo inutilizzate a lungo, però, possono perdere lucentezza e ricoprirsi di una patina scura. Prima dell’arrivo degli ospiti nasce così la necessità di lavarle e lucidarle, evitando prodotti e strumenti che potrebbero graffiare l’argento o consumare un’eventuale argentatura.
Questa guida si concentra sul lavaggio delle posate prima e dopo il servizio a tavola. Per la sistemazione nei cassetti e la protezione durante i lunghi periodi di inutilizzo rimandiamo invece all’approfondimento su come conservare le posate d’argento.
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Come pulire le posate d’argento senza rovinarle
Prima di iniziare: argento massiccio o posate argentate?
Prima di lavare il servizio è utile capire se le posate siano in argento massiccio, in metallo argentato oppure composte da materiali differenti.
I punzoni 800 e 925 indicano il titolo dell’argento espresso in millesimi. Una posata contrassegnata con 800 contiene, in linea generale, l’80% di argento fino; il titolo 925 corrisponde invece al 92,5%.
Le posate argentate sono realizzate con un metallo di base ricoperto da uno strato d’argento. Richiedono ancora maggiore delicatezza perché una pulizia aggressiva può consumare il rivestimento e lasciare scoperto il materiale sottostante.
Bisogna osservare anche la struttura. I coltelli possono avere una lama in acciaio inserita in un manico d’argento cavo, mentre alcune posate antiche presentano saldature, riempimenti o decorazioni applicate. Questi elementi rendono sconsigliabili immersioni prolungate e lavaggi ad alta temperatura.
Se il servizio è antico, firmato o potenzialmente prezioso, prima di lucidarlo conviene consultare la nostra guida su come pulire, conservare e valutare servizi di piatti e posate antichi. Una lucidatura profonda effettuata prima della valutazione potrebbe modificare patine, punzoni e dettagli importanti.
Cosa occorre per il lavaggio manuale
Non è indispensabile utilizzare la classica saponetta di Marsiglia. Può andare bene soltanto se autentica, delicata, priva di granuli e risciacquata completamente, ma non rappresenta l’unica scelta possibile.
È generalmente più semplice dosare poche gocce di detergente liquido neutro, senza candeggina, limone, particelle abrasive o sostanze fortemente sgrassanti.
Per procedere servono:
- una bacinella di plastica oppure il lavello protetto con un tappetino morbido;
- acqua tiepida, mai bollente;
- poche gocce di detergente neutro;
- una spugna liscia e non abrasiva;
- un panno morbido per l’asciugatura;
- un secondo panno specifico per l’argento;
- un prodotto lucidante compatibile con l’argenteria, se realmente necessario;
- guanti in nitrile per evitare impronte durante la lucidatura.
È preferibile non indossare guanti di gomma naturale durante la manipolazione e la conservazione dell’argento: alcuni materiali contenenti zolfo possono favorirne l’annerimento.
Come lavare le posate d’argento a mano
Proteggete il fondo del lavello o utilizzate una bacinella di plastica pulita. In questo modo, se una posata dovesse sfuggire di mano, sarà meno probabile che si graffi o si ammaccchi.
Riempite il recipiente con acqua tiepida e aggiungete una piccola quantità di detergente neutro. Non serve creare molta schiuma: un eccesso di sapone rende più difficile eliminare completamente i residui.
Lavate poche posate alla volta, evitando di lasciarle ammassate. Inumidite la spugna morbida e passatela delicatamente su manico, rebbi e parte concava dei cucchiai. Non insistete con forza sulle incisioni e sui punzoni.
Risciacquate ogni pezzo sotto acqua tiepida pulita, controllando che non rimangano tracce di detergente. Asciugatelo immediatamente con un panno morbido e privo di pelucchi.
Prestate particolare attenzione alla congiunzione tra lama e manico dei coltelli. Non lasciateli immersi, perché l’acqua potrebbe penetrare nelle parti cave o raggiungere vecchi materiali di riempimento.
Il semplice lavaggio rimuove polvere, unto e residui alimentari, ma non sempre elimina la patina scura. Per quella serve una lucidatura controllata o un trattamento specifico.
Cosa fare subito dopo il pranzo
Dopo l’utilizzo non lasciate le posate sporche sulla tavola o nel lavello per molte ore. Sale, condimenti, acidi e residui di alimenti possono agire sulla superficie e favorire macchie o alterazioni.
Uova, maionese, cipolle, senape e alcune verdure contengono o liberano composti che possono accelerare l’annerimento. Anche il sale e gli alimenti acidi non dovrebbero rimanere a lungo a contatto con l’argento.
Se non potete lavare immediatamente il servizio, eliminate almeno i residui con acqua tiepida e tenete le posate separate. Non lasciatele immerse fino al giorno successivo.
Newbridge Silverware raccomanda di risciacquare le posate subito dopo l’uso, perché lasciare seccare il cibo permette a sali e acidi di agire più a lungo sulla superficie. Le indicazioni complete sono disponibili nella sua guida alla cura delle posate argentate.
Come lucidare le posate opache
Se dopo il lavaggio le posate sono pulite ma leggermente opache, può essere sufficiente passarle con un panno specifico per argento. Utilizzatelo con movimenti regolari e senza esercitare una pressione eccessiva.
Quando la patina è più evidente, scegliete un prodotto formulato per argento o silver plate. Leggete le istruzioni e verificate che sia compatibile con posate destinate al contatto alimentare.
Applicatene una quantità minima con cotone morbido o con il panno indicato dal produttore. Lavorate su una posata alla volta e provate inizialmente il prodotto in un punto poco visibile.
Dopo la lucidatura lavate nuovamente le posate con acqua tiepida e detergente neutro. Questo passaggio è importante per eliminare eventuali residui prima di portarle a tavola.
Anche Robbe & Berking, produttore specializzato in argenteria, raccomanda di effettuare un lavaggio manuale con detergente dopo l’impiego di panni impregnati o prodotti lucidanti. Le istruzioni sono riportate nei suoi consigli per la cura dell’argento.
Infine, risciacquate e asciugate immediatamente ogni pezzo. Le posate saranno nuovamente luminose e pronte per apparecchiare la tavola.
Le posate d’argento possono andare in lavastoviglie?
Affermare che tutte le posate d’argento si rovinino inevitabilmente in lavastoviglie non è del tutto corretto. Alcuni produttori dichiarano lavabili in macchina determinati servizi moderni in argento o silver plate, purché si rispettino precise condizioni.
Per un servizio vecchio, privo di istruzioni o composto da materiali differenti, il lavaggio manuale rimane tuttavia la scelta più prudente.
La lavastoviglie può esporre le posate a detergenti aggressivi, alte temperature, umidità prolungata e contatto con altri metalli. Inoltre, lame in acciaio, manici cavi, saldature o argentature già consumate richiedono attenzioni particolari.
Se il produttore autorizza espressamente la lavastoviglie, bisogna rispettare le temperature e i detergenti indicati, tenere separati argento e acciaio inossidabile e togliere le posate appena terminato il ciclo. In assenza di istruzioni certe, è meglio non rischiare.
Gli errori che possono rovinare le posate
Dentifricio, bicarbonato strofinato a secco, spugne ruvide e pagliette possono far apparire l’argento immediatamente più chiaro, ma agiscono anche per abrasione. Con il tempo possono produrre graffi e consumare il rivestimento delle posate argentate.
Bisogna evitare anche candeggina e prodotti contenenti cloro. Non utilizzate acidi, detergenti per acciaio o sostanze formulate per altri metalli.
Il bagno con acqua calda, bicarbonato e alluminio può essere utile in determinate circostanze, ma non rappresenta il normale sistema di lavaggio delle posate. Non è adatto a tutti i servizi e può alterare le finiture volutamente scure presenti nelle decorazioni.
Per un annerimento evidente è meglio seguire un procedimento dedicato, illustrato nella guida su come pulire l’argento quando diventa nero, verificando prima materiali e condizioni.
Ogni quanto bisogna pulire e lucidare il servizio?
Le posate utilizzate a tavola devono essere lavate dopo ogni impiego. La lucidatura, invece, non deve seguire una scadenza fissa di sei mesi.
Se le posate rimangono brillanti, non è necessario trattarle con un prodotto. È sufficiente rimuovere polvere e impronte con un panno morbido prima di apparecchiare.
La lucidatura va eseguita soltanto quando comincia a comparire una patina opaca o scura. Intervenire con delicatezza ai primi segnali permette di utilizzare meno prodotto e riduce la necessità di strofinare.
L’uso regolare può contribuire a mantenere le posate in buone condizioni, purché ogni pranzo sia seguito da lavaggio, risciacquo e asciugatura.
Come riporle dopo il lavaggio senza sovrapporsi alla conservazione
Prima di rimettere le posate nel cassetto assicuratevi che siano perfettamente asciutte. Separatele per evitare che rebbi, lame e manici si graffino reciprocamente.
Per una pausa breve è sufficiente un portaposate pulito, asciutto e rivestito con un materiale adatto. Se invece il servizio verrà utilizzato soltanto dopo molti mesi, serviranno protezioni specifiche contro annerimento, umidità e sfregamento.
È qui che termina la pulizia e comincia la conservazione vera e propria. Per evitare sovrapposizioni, tutte le indicazioni su custodie, tessuti antiossidazione, materiali da evitare e organizzazione del cassetto restano nella guida dedicata alla conservazione.
Posate splendenti per la tavola delle feste
Pulire le posate d’argento richiede un po’ di pazienza, ma non necessariamente ore di lavoro o prodotti costosi. Quando il servizio è soltanto sporco, sono sufficienti acqua tiepida, detergente neutro, spugna morbida e asciugatura immediata.
Il prodotto lucidante serve soltanto in presenza di opacità o annerimento e deve essere utilizzato con moderazione. Dopo la lucidatura, le posate destinate alla tavola devono essere nuovamente lavate e risciacquate.
Il risultato non dipende dall’olio di gomito, ma dalla delicatezza. Strofinare con forza non rende l’argento più curato: aumenta semplicemente il rischio di graffiarlo. Con gesti leggeri e regolari, il servizio sarà pronto a tornare protagonista dei pranzi importanti.
🔎 Come realizziamo le nostre guide
Verifichiamo i metodi domestici confrontandoli con le indicazioni di produttori specializzati e fonti tecniche. Distinguiamo il lavaggio dopo l’uso dalla lucidatura, dalla conservazione e dal restauro dell’argenteria antica.




