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Le 10 camminate più belle in montagna in Piemonte: laghi alpini, cascate, borghi e panorami mozzafiato

Dal Monte Rosa al Monviso, dalle Alpi Marittime al Gran Paradiso: dieci itinerari per scoprire le montagne piemontesi a piedi, con percorsi adatti a famiglie, escursionisti occasionali e camminatori allenati.

Beppe Genova by Beppe Genova
17/10/2026
in Escursionismo, Sport e attività all’aria aperta
Reading Time: 27min read

Il Piemonte è una delle regioni italiane più affascinanti per chi ama camminare in montagna. Dalle grandi pareti del Monte Rosa alle sorgenti del Po, dai boschi dell’Ossola ai paesaggi selvaggi delle Alpi Marittime, offre un’incredibile varietà di sentieri, laghi, cascate e antichi villaggi alpini, capaci di sorprendere tanto gli escursionisti esperti quanto chi desidera semplicemente trascorrere una giornata immerso nella natura.

Non occorre necessariamente affrontare lunghe salite o raggiungere vette elevate per scoprire gli angoli più suggestivi delle montagne piemontesi. Alcune delle passeggiate più belle conducono a piccoli laghi nascosti tra i larici, attraversano pascoli e borgate tradizionali oppure seguono il corso di torrenti ai piedi di montagne spettacolari. Altre richiedono maggiore preparazione, ma ricompensano la fatica con panorami straordinari e ambienti d’alta quota.

In questa guida abbiamo selezionato dieci camminate tra le più belle del Piemonte, differenti per lunghezza, difficoltà e caratteristiche paesaggistiche. Per ciascuna troverai una descrizione approfondita del percorso, i luoghi da ammirare, le curiosità storiche e naturalistiche, i punti panoramici, le indicazioni per arrivare e soprattutto il periodo migliore per affrontare l’escursione, distinguendo le passeggiate adatte alla bella stagione da quelle percorribili anche in primavera, autunno o, in condizioni particolari, durante l’inverno.

In questa guida

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  • Le 10 passeggiate più belle in montagna in Piemonte: itinerari tra Alpi, laghi e vallate
    • 🥾 1. Alpe Devero e Lago delle Streghe: una passeggiata tra baite, larici e acqua cristallina
    • 🏔️ 2. Macugnaga e Rifugio Zamboni-Zappa: camminare davanti alla parete est del Monte Rosa
    • 🌊 3. Il giro del Lago di Ceresole Reale: montagne, boschi e panorami del Gran Paradiso
    • 🦌 4. Lago Serrù e Colle del Nivolet: i grandi paesaggi d’alta quota del Gran Paradiso
    • 💚 5. Lago Verde della Valle Stretta: un piccolo gioiello tra boschi e montagne
    • 🌲 6. Rifugio Selleries e Lago Laus: nel cuore del Parco Orsiera-Rocciavrè
    • 🏞️ 7. Pian del Re e Lago Fiorenza: alle sorgenti del Po, sotto il Monviso
    • 💧 8. Lago delle Rovine e Rifugio Genova-Figari: tra laghi e grandi dighe delle Alpi Marittime
    • 🌊 9. Cascata del Toce e Riale: acqua, villaggi walser e panorami della Val Formazza
    • 🍂 10. Val Troncea: una camminata tra larici, torrenti e antiche borgate alpine
    • 🌤️ Quando andare a camminare in Piemonte: primavera, estate, autunno e inverno
    • 🎒 Come prepararsi e scegliere la passeggiata giusta
    • ❤️ Quale camminata scegliere in Piemonte?
    • 🔎 Come realizziamo le nostre guide

Le 10 passeggiate più belle in montagna in Piemonte: itinerari tra Alpi, laghi e vallate

Le montagne piemontesi formano un grande arco che abbraccia la regione da nord a sud-ovest, lungo i confini con Svizzera e Francia. Non si tratta di un territorio montano uniforme: ogni settore alpino presenta caratteristiche geologiche, climatiche e paesaggistiche proprie, che influenzano profondamente anche il tipo di camminate disponibili.

Nell’estremo nord, il Verbano-Cusio-Ossola custodisce alcuni degli ambienti alpini più suggestivi del Piemonte. Qui le vallate sono spesso profonde, attraversate da torrenti impetuosi e circondate da montagne che superano abbondantemente i tremila metri. L’Alpe Devero, la Val Formazza e Macugnaga sono soltanto alcune delle destinazioni più conosciute, ma accanto a queste esistono numerosi sentieri che collegano antichi alpeggi, piccoli laghi, borgate walser e passi utilizzati per secoli come vie di comunicazione attraverso le Alpi.

Procedendo verso occidente si incontrano le montagne del Canavese e della provincia di Torino. Il Gran Paradiso, con i suoi 4.061 metri, rappresenta uno dei simboli della montagna piemontese, mentre la Valle Orco offre un’alternanza particolarmente interessante di laghi artificiali, boschi e paesaggi d’alta quota. Più a sud, le valli di Susa, Chisone e Germanasca comprendono una rete articolata di sentieri che attraversano antichi insediamenti, alpeggi e territori protetti. In queste zone l’escursionismo si intreccia spesso con la storia delle comunità alpine, delle fortificazioni e dei collegamenti transfrontalieri.

Il Cuneese presenta un carattere ancora differente. Il Monviso domina la Valle Po con la sua sagoma piramidale, mentre le Alpi Marittime sono caratterizzate da ambienti rocciosi, valloni glaciali e numerosi laghi. In queste montagne si possono organizzare passeggiate relativamente brevi, ma anche itinerari impegnativi verso rifugi e valichi, spesso in ambienti dove la presenza umana diventa sempre meno evidente man mano che si sale di quota.

La ricchezza del Piemonte non dipende soltanto dalla quantità di sentieri, ma anche dalla loro diversità. Si passa da percorsi quasi pianeggianti lungo i laghi a mulattiere che risalgono i versanti, da strade pastorali a sentieri escursionistici più ripidi, fino agli itinerari d’alta montagna. Le aree protette, tra cui il Parco Nazionale Gran Paradiso e i parchi delle Alpi Cozie, delle Alpi Marittime e dell’Ossola, contribuiscono alla conservazione di ambienti naturali di grande valore e alla conoscenza del territorio attraverso reti escursionistiche e iniziative dedicate ai visitatori.

Alcune località, come il Lago Verde della Valle Stretta, Pian del Re o l’Alpe Devero, sono molto conosciute e attirano numerosi escursionisti soprattutto durante i fine settimana estivi. Altre vallate sono frequentate in maniera più discontinua e conservano un’atmosfera relativamente appartata. La notorietà di una destinazione non coincide necessariamente con la difficoltà del percorso: alcune mete molto fotografate sono raggiungibili con brevi camminate, mentre itinerari meno conosciuti possono richiedere diverse ore di salita.

Anche il turismo escursionistico cambia durante l’anno. Luglio e agosto sono generalmente i mesi di maggiore frequentazione delle località d’alta quota, quando la rete stradale e i rifugi sono normalmente più accessibili. Giugno può essere particolarmente interessante per le fioriture alpine, mentre settembre e ottobre offrono temperature più fresche e colori straordinari, soprattutto nelle vallate ricche di larici. In primavera, invece, la scelta dei sentieri richiede maggiore attenzione alla quota e alla neve residua.

Per questo motivo abbiamo privilegiato una selezione che consenta di scoprire il Piemonte in momenti diversi dell’anno, evitando di presentare tutte le camminate come equivalenti. Alcune sono particolarmente indicate per famiglie e camminatori occasionali, altre per chi possiede già una buona abitudine all’escursionismo. La distinzione tra facile, medio e impegnativo riguarda il percorso proposto e non sostituisce mai la verifica delle condizioni effettive del sentiero.

Camminate Piemonte

Piemonte passeggiate montagna

🥾 1. Alpe Devero e Lago delle Streghe: una passeggiata tra baite, larici e acqua cristallina

Lago delle Streghe

L’Alpe Devero, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, è uno di quei luoghi che sembrano costruiti appositamente per chi ama camminare senza fretta. La grande piana verde, circondata da montagne e boschi, ospita piccoli nuclei di case in pietra, pascoli e ruscelli che cambiano aspetto con il passare delle stagioni.

Tra le escursioni più piacevoli c’è quella verso Crampiolo e il Lago delle Streghe. Il lago, piccolo e raccolto, è celebre per i riflessi della vegetazione e per l’atmosfera quasi fiabesca. Il nome richiama racconti popolari che contribuiscono al fascino del luogo, anche se le diverse versioni della leggenda non vanno confuse con fatti storici documentati.

Itinerario: Dal parcheggio terminale si raggiunge la piana del Devero, si attraversa la zona degli alpeggi e si segue la segnaletica per Crampiolo. La passeggiata permette di alternare tratti di bosco a radure aperte. Una breve deviazione conduce al Lago delle Streghe, mentre Crampiolo offre uno degli esempi più suggestivi di architettura alpina in pietra dell’Ossola.

Per chi desidera allungare la giornata è possibile continuare verso il Lago di Devero, chiamato anche Codelago, ma questa estensione va considerata separatamente: richiede più tempo e presenta tratti differenti rispetto alla passeggiata semplice.

Scheda pratica: partenza Alpe Devero, quota di circa 1.630 metri; difficoltà generalmente facile nella variante breve; prevedere circa 2–3 ore complessive con soste. Chilometraggio e dislivello precisi vanno riferiti alla traccia scelta.

Cosa vedere e fotografare: Le baite di Crampiolo, il Lago delle Streghe, le torbiere, i pascoli e i larici sono i protagonisti. A ottobre, se le condizioni lo consentono, il contrasto tra aghi dorati e prati ancora verdi è particolarmente suggestivo. Nelle giornate calme il lago può trasformarsi in uno specchio naturale.

Dove fermarsi: Crampiolo e l’Alpe Devero offrono possibilità di ristoro e prodotti tipici. Tra questi merita una menzione il Bettelmatt, formaggio legato agli alpeggi delle alte valli ossolane. Aperture e disponibilità vanno controllate, soprattutto fuori dall’estate.

Come arrivare e parcheggiare: Dalla A26 si prosegue verso Gravellona Toce, quindi sulla SS33 del Sempione fino allo svincolo per Valle Antigorio–Formazza. Si percorre la SS659 verso Baceno, poi si sale attraverso Goglio fino all’Alpe Devero. La viabilità di accesso e la disponibilità dei parcheggi possono essere soggette a regolamentazioni.

Quando andare: Da giugno a ottobre è il periodo più indicato per la camminata ordinaria. La piana è frequentata anche d’inverno, ma su neve occorre distinguere i percorsi battuti da quelli che richiedono ciaspole e valutazione delle condizioni.

Lago delle Streghe

🏔️ 2. Macugnaga e Rifugio Zamboni-Zappa: camminare davanti alla parete est del Monte Rosa

Macugnaga percorso

Macugnaga è una delle località piemontesi dove la montagna assume un aspetto davvero imponente. Sopra il paese si alza la parete est del Monte Rosa, un gigantesco anfiteatro di ghiaccio e roccia che rappresenta uno degli scenari alpini più riconoscibili d’Italia.

L’escursione verso il Rifugio Zamboni-Zappa permette di avvicinarsi a questo ambiente senza affrontare un itinerario alpinistico. La destinazione è l’Alpe Pedriola, una conca erbosa ai piedi delle grandi montagne, dove il contrasto tra pascoli e pareti glaciali è particolarmente forte.

Itinerario: La partenza tradizionale si trova nell’area di Pecetto, sopra Macugnaga. Si sale lungo i percorsi segnalati in direzione Belvedere e quindi verso l’Alpe Pedriola e il rifugio. Quando gli impianti sono in funzione, possono consentire di abbreviare sensibilmente l’avvicinamento, ma non bisogna considerare garantita la loro apertura.

È importante distinguere l’arrivo al rifugio da eventuali proseguimenti verso ambienti morenici o glaciali: questi ultimi possono presentare difficoltà e rischi del tutto diversi.

Scheda pratica: difficoltà escursionistica media partendo a piedi da Pecetto; tempo indicativo di mezza giornata abbondante, variabile secondo punto di partenza e impianti utilizzati. Il rifugio si trova intorno ai 2.070 metri di quota.

Cosa vedere e fotografare: Il grande soggetto è la parete est del Monte Rosa, ma meritano attenzione anche i prati dell’Alpe Pedriola, i corsi d’acqua e le forme del paesaggio modellate dai ghiacciai. Con cielo limpido, la luce del mattino rende particolarmente evidenti le strutture della parete.

Storia e curiosità: Macugnaga conserva una forte eredità walser, riconoscibile nelle architetture tradizionali e nella cultura locale. La presenza del Monte Rosa ha inoltre legato il territorio alla storia dell’alpinismo, delle guide alpine e delle prime esplorazioni delle grandi pareti.

Dove fermarsi: Il Rifugio Zamboni-Zappa è il riferimento naturale dell’escursione. Prima di partire occorre verificarne l’apertura e l’eventuale necessità di prenotazione.

Come arrivare e parcheggiare: Si raggiunge la Val d’Ossola attraverso la A26 e la SS33, uscendo verso Piedimulera e imboccando la SS549 della Valle Anzasca fino a Macugnaga. Da qui si seguono le indicazioni per Pecetto e i parcheggi dell’area degli impianti.

Quando andare: In genere da giugno a settembre, talvolta anche all’inizio di ottobre in condizioni favorevoli. La presenza di neve residua può ritardare l’apertura dei sentieri alti.

passeggiate Macugnaga

🌊 3. Il giro del Lago di Ceresole Reale: montagne, boschi e panorami del Gran Paradiso

Ceresole camminata

Il Lago di Ceresole Reale è una delle destinazioni più accessibili per scoprire l’ambiente del Parco Nazionale Gran Paradiso senza affrontare grandi dislivelli.

L’ampio bacino artificiale occupa il fondovalle dell’alta Valle Orco, circondato da boschi, montagne e piccoli nuclei abitati. A differenza di molte escursioni alpine, qui è l’acqua a organizzare il paesaggio: il sentiero segue le sponde, mentre le cime si riflettono sulla superficie del lago.

Itinerario: La passeggiata si sviluppa lungo i percorsi pedonali che costeggiano il lago, con possibilità di scegliere tratti più brevi oppure organizzare un giro più ampio. Per l’anello completo si considerano indicativamente 7–8 chilometri, ma è necessario verificare la percorribilità dei singoli collegamenti e delle sponde prima di partire.

Il percorso è interessante anche per chi preferisce fermarsi spesso. Non è necessario raggiungere una vetta: i panorami cambiano man mano che si procede, con scorci sulla diga, sulle montagne e sulle zone boscose.

Scheda pratica: difficoltà generalmente facile, dislivello contenuto, tempo orientativo di 2–3 ore per un giro ampio, escluse soste prolungate.

Cosa vedere e fotografare: Il lago e la diga sono i soggetti principali, ma le vedute sulle Levanne e sulle montagne dell’alta Valle Orco rendono interessante anche il paesaggio circostante. In autunno i colori del bosco aggiungono una dimensione diversa alla passeggiata.

A chi è adatto: È una buona proposta per famiglie e camminatori occasionali, purché si scelgano tratti effettivamente aperti e adatti all’età dei partecipanti. La vicinanza all’acqua non elimina la necessità di sorvegliare i bambini.

Come arrivare e parcheggiare: Da Torino si raggiunge l’area di Rivarolo Canavese e Cuorgnè, quindi si risale la Valle Orco lungo la SP460 attraverso Locana fino a Ceresole Reale. Sono presenti diverse aree di sosta, ma la scelta va fatta in funzione del tratto di sentiero che si intende percorrere.

Quando andare: La tarda primavera, l’estate e l’inizio dell’autunno sono generalmente i periodi più interessanti. In inverno alcuni settori possono essere innevati o utilizzati per attività nordiche: non va quindi dato per scontato che il normale giro pedonale sia percorribile.

Ceresole Reale camminata

🦌 4. Lago Serrù e Colle del Nivolet: i grandi paesaggi d’alta quota del Gran Paradiso

Nivolet percorsi

Il Nivolet rappresenta uno dei luoghi più spettacolari del Piemonte alpino. Sopra Ceresole Reale, la strada sale fino a un mondo di praterie d’alta quota, laghi glaciali, pietraie e ampie distese modellate dal ghiaccio.

È un paesaggio profondamente diverso da quello del lago di fondovalle. Qui siamo oltre i 2.000 metri, in un ambiente dove la stagione estiva è breve e la neve può rimanere a lungo.

Itinerario: Per questa proposta occorre distinguere due possibilità. La prima riguarda i dintorni del Lago Serrù, a circa 2.275 metri, dove esistono brevi percorsi panoramici. La seconda consiste nel raggiungere la zona del Colle e dei Piani del Nivolet, da cui si possono effettuare camminate tra laghetti e praterie alpine.

C’è però una verifica fondamentale: il Parco Nazionale Gran Paradiso segnala attualmente il sentiero del giro del Lago Serrù come non percorribile a causa di una passerella danneggiata dall’alluvione del 2024. Non va quindi consigliato come anello aperto finché l’ente non ne confermerà il ripristino. Per questa guida la soluzione più prudente è proporre un percorso alternativo autorizzato nell’area del Nivolet.

Scheda pratica: difficoltà da facile a escursionistica secondo la variante; quota superiore ai 2.200 metri; per una passeggiata breve prevedere 1–2 ore, ma la traccia definitiva deve essere scelta sulla rete di sentieri aperti.

Cosa vedere e fotografare: Lago Serrù, Lago Agnel, le grandi montagne dell’alta Valle Orco e i paesaggi dei Piani del Nivolet. Con un po’ di fortuna e mantenendo le distanze si possono osservare marmotte, camosci e stambecchi.

Curiosità naturalistiche: Il Nivolet ospita ambienti umidi e torbiere d’alta quota di grande valore ecologico. Sono ecosistemi delicati: uscire dai sentieri può danneggiare vegetazione che impiega molto tempo a rigenerarsi.

Come arrivare e parcheggiare: Si raggiunge Ceresole Reale lungo la SP460, quindi si prosegue sulla SP50 verso Lago Serrù e Nivolet. Per il 2026 il Parco ha previsto una regolamentazione degli accessi automobilistici nel tratto finale, con prenotazione e Nivolet Card nei periodi indicati. È quindi necessario verificare il calendario e l’eventuale disponibilità di navette.

Quando andare: Luglio, agosto e settembre sono i mesi normalmente più adatti. In primavera e inverno questo ambiente non va considerato una semplice passeggiata turistica.

Nivolet sentieri

💚 5. Lago Verde della Valle Stretta: un piccolo gioiello tra boschi e montagne

Il Lago Verde è uno di quei luoghi che sorprendono soprattutto per il colore dell’acqua. Nascosto tra i boschi della Valle Stretta, presenta tonalità che vanno dal verde intenso al turchese, accentuate dalla luce e dai riflessi degli alberi.

La particolarità geografica è che, pur essendo una meta classica per chi soggiorna a Bardonecchia, il lago si trova in territorio francese, nel comune di Névache. L’accesso più conosciuto avviene però proprio dal versante italiano.

Itinerario: Si parte generalmente dall’area delle Grange di Valle Stretta, dove si trovano alcuni rifugi. Seguendo le indicazioni per il Lago Verde si raggiunge un sentiero che attraversa il bosco e scende verso la conca del lago. La variante più breve è una passeggiata di circa un’ora complessiva, ma il tempo dipende dal parcheggio utilizzato.

Il percorso non è particolarmente lungo, tuttavia presenta terreno naturale, radici, pietre e brevi tratti che possono diventare scivolosi. Non va quindi considerato equivalente a una passeggiata su una strada asfaltata.

Cosa vedere e fotografare: Il lago è naturalmente il soggetto principale. Le fotografie più interessanti si ottengono cercando punti dai quali l’acqua contrasta con i tronchi degli alberi e le rocce. La Valle Stretta offre inoltre panorami sulle montagne circostanti, tra cui il massiccio del Thabor.

A chi è adatto: Famiglie con bambini abituati a camminare e adulti che desiderano un’escursione breve. Non è un percorso indicato per passeggini.

Dove fermarsi: I rifugi della Valle Stretta permettono di organizzare un pranzo o una sosta prima del ritorno. In zona si incontrano piatti della tradizione alpina, con influenze piemontesi e francesi.

Come arrivare e parcheggiare: Si percorre la A32 Torino–Bardonecchia fino a Bardonecchia, poi si seguono le indicazioni per Melezet e Valle Stretta. La strada prosegue verso le Grange di Valle Stretta, ma accessibilità, sosta e regolamentazioni stagionali devono essere controllate prima della partenza.

Quando andare: Da giugno a ottobre, compatibilmente con la neve. Luglio e agosto sono i mesi più semplici per l’accesso, mentre settembre offre spesso un’atmosfera più tranquilla.

Lago Verde camminata

🌲 6. Rifugio Selleries e Lago Laus: nel cuore del Parco Orsiera-Rocciavrè

Selleries percorso

La Val Chisone non è soltanto una valle di collegamento verso le località sciistiche dell’alta montagna torinese. Nelle sue vallate laterali conserva ambienti appartati, alpeggi e conche glaciali che permettono di allontanarsi rapidamente dalle strade più frequentate.

Una delle escursioni più interessanti conduce al Rifugio Selleries, nel Parco naturale Orsiera-Rocciavrè, con possibilità di proseguire verso il Lago Laus. È un itinerario che unisce due esperienze differenti: la salita al rifugio e l’ingresso in un ambiente più propriamente alpino.

Itinerario: Il punto di partenza dipende dall’accessibilità della strada che sale dalla zona di Pra Catinat verso il Selleries. In base a dove è possibile lasciare l’auto, l’avvicinamento al rifugio può essere relativamente breve oppure richiedere un percorso più lungo.

Dal rifugio, situato a circa 2.030 metri, si possono seguire i sentieri segnalati verso i laghi superiori. Il Lago Laus si trova più in alto e richiede un’ulteriore salita: non bisogna quindi confondere la difficoltà dell’accesso al rifugio con quella dell’intera escursione.

Scheda pratica: difficoltà escursionistica media nella versione che comprende il lago; dislivello e durata variano sensibilmente in funzione del punto di partenza. Per la combinazione completa è prudente riservare una buona parte della giornata.

Cosa vedere e fotografare: I pascoli del Selleries, il rifugio, le conche glaciali e gli specchi d’acqua d’alta quota. L’ambiente è particolarmente suggestivo quando le praterie alpine sono in fiore e le cime conservano ancora qualche chiazza di neve.

Storia e curiosità: Il territorio appartiene a un sistema di antichi alpeggi e percorsi di collegamento tra le valli. L’escursionismo contemporaneo si sovrappone così a luoghi utilizzati per secoli dalla pastorizia e dalle comunità montane.

Dove fermarsi: Il Rifugio Selleries è il riferimento principale, ma apertura, servizi e pernottamenti devono essere verificati direttamente.

Come arrivare e parcheggiare: Da Torino si segue la A55 verso Pinerolo, quindi la SR23 della Val Chisone in direzione Perosa Argentina e Fenestrelle. Dalla zona di Depot si sale verso Pra Catinat e la strada di accesso al Selleries. Le condizioni del tratto finale e gli eventuali limiti di transito devono essere controllati.

Quando andare: Generalmente da giugno a ottobre. Per i laghi superiori è preferibile il pieno periodo estivo, quando la neve residua è meno probabile.

Selleries percorso

🏞️ 7. Pian del Re e Lago Fiorenza: alle sorgenti del Po, sotto il Monviso

Pian del re semtieri

Pochi luoghi piemontesi possiedono un valore simbolico paragonabile a Pian del Re. Qui, ai piedi del Monviso, si trovano le sorgenti convenzionalmente riconosciute del Po, il fiume più lungo d’Italia.

Il paesaggio è quello dell’alta Valle Po: praterie alpine, massi, torrenti e la sagoma inconfondibile del Monviso, che con i suoi 3.841 metri domina l’orizzonte.

Itinerario: Dal parcheggio di Pian del Re, intorno ai 2.020 metri, si raggiunge l’area delle sorgenti del Po. Da qui il sentiero sale verso il Lago Fiorenza, uno dei primi laghi dell’itinerario classico ai piedi del Monviso.

La camminata fino al lago è relativamente breve, ma presenta una vera salita su terreno montano. È quindi una proposta adatta anche a escursionisti non particolarmente allenati, purché abbiano calzature adeguate e non sottovalutino la quota.

Chi possiede maggiore esperienza può proseguire verso altri laghi della zona, ma tali estensioni richiedono tempi e difficoltà superiori.

Scheda pratica: difficoltà facile/escursionistica nella variante breve; prevedere circa 1 ora e 30 minuti–2 ore e 30 minuti complessive, secondo ritmo e soste. Il Lago Fiorenza si trova intorno ai 2.110 metri.

Cosa vedere e fotografare: Le sorgenti del Po, il Lago Fiorenza, i versanti rocciosi e soprattutto il Monviso. Uno dei momenti più suggestivi è il primo mattino, quando la luce illumina progressivamente le montagne.

Curiosità: Il Monviso è stato per secoli un punto di riferimento geografico e culturale. La sua forma piramidale, riconoscibile anche da grande distanza, ha contribuito a renderlo una delle montagne simbolo del Piemonte.

Dove fermarsi: Pian del Re e Crissolo offrono punti d’appoggio e strutture ricettive. Per una pausa gastronomica, la cucina della Valle Po comprende polenta, formaggi d’alpeggio e preparazioni tradizionali della montagna cuneese.

Come arrivare e parcheggiare: Dalla zona di Saluzzo si segue la SP26 della Valle Po attraverso Paesana fino a Crissolo, quindi si sale verso Pian della Regina e Pian del Re. Il tratto finale è una strada di montagna soggetta a condizioni stagionali e possibili regolamentazioni della sosta.

Quando andare: Da giugno a settembre, talvolta all’inizio di ottobre. A maggio possono esserci ancora nevai e l’accesso stradale potrebbe non essere completamente disponibile.

pian del re percorsi

💧 8. Lago delle Rovine e Rifugio Genova-Figari: tra laghi e grandi dighe delle Alpi Marittime

camminate Cuneo

Le Alpi Marittime rappresentano uno dei territori montani più particolari del Piemonte. Qui il paesaggio è dominato da rocce, grandi conche glaciali e laghi che spesso si trovano a breve distanza da imponenti opere idroelettriche.

L’escursione dal Lago delle Rovine al Rifugio Genova-Figari permette di conoscere questo ambiente attraversando un itinerario che cambia rapidamente carattere. Si parte da un lago circondato dal bosco e si sale verso un mondo più aperto e roccioso, dominato dalla diga del Chiotas.

Itinerario: Il punto di partenza si trova presso il Lago delle Rovine, nell’alta Valle Gesso. Da qui si segue il sentiero segnalato che sale verso il Rifugio Genova-Figari, nei pressi del Lago Brocan e del bacino del Chiotas.

La salita richiede un impegno superiore rispetto alle passeggiate precedenti: il dislivello è significativo, il terreno può essere irregolare e in alcuni punti è necessario prestare attenzione alla segnaletica.

Scheda pratica: escursione di difficoltà E, da affrontare con allenamento adeguato; rifugio a circa 2.010 metri; partenza dal Lago delle Rovine a circa 1.535 metri. Considerare una mezza giornata abbondante o una giornata intera con soste.

Cosa vedere e fotografare: Il Lago delle Rovine, la diga del Chiotas, il Lago Brocan e le grandi montagne circostanti. Il contrasto tra le opere realizzate dall’uomo e l’ambiente alpino è uno degli elementi più interessanti.

Curiosità: L’area è profondamente legata alla storia dell’utilizzo idroelettrico delle acque alpine. La presenza delle dighe permette di raccontare anche come le vallate piemontesi siano cambiate nel Novecento.

Dove fermarsi:  Il Rifugio Genova-Figari è il punto di appoggio principale. L’apertura dipende dalla stagione e dalle condizioni di accesso.

Come arrivare e parcheggiare: Da Cuneo si raggiunge Borgo San Dalmazzo e si prosegue verso Valdieri ed Entracque. Seguendo le indicazioni per il Lago delle Rovine si arriva all’area di accesso all’escursione. Il tratto finale e i parcheggi possono essere soggetti a regolamentazioni del parco.

Quando andare: Da giugno a settembre, preferibilmente nel pieno dell’estate per la parte superiore. Dopo nevicate precoci o con neve residua la difficoltà aumenta sensibilmente.

Lago Rovine camminata

🌊 9. Cascata del Toce e Riale: acqua, villaggi walser e panorami della Val Formazza

Borgo alpino percorsi

La Cascata del Toce è uno dei monumenti naturali più conosciuti del Piemonte. Si trova nell’alta Val Formazza e colpisce per la grande parete rocciosa lungo la quale l’acqua precipita verso il fondovalle.

L’aspetto della cascata, però, non è sempre identico. Il suo regime è influenzato dall’utilizzo idroelettrico delle acque e l’apertura della cascata nella sua portata più spettacolare avviene secondo calendari specifici. È quindi importante controllare gli orari prima della visita.

Itinerario: La proposta più accessibile consiste nel raggiungere l’area della cascata, visitare i punti panoramici consentiti e proseguire verso Riale, piccolo nucleo alpino caratterizzato da architetture tradizionali e da un paesaggio aperto.

Si può organizzare una passeggiata breve tra i punti d’interesse oppure scegliere un percorso più lungo sulla rete di sentieri della zona. È importante non confondere la semplice visita alla cascata con le escursioni che salgono verso i laghi superiori, molto più impegnative.

Scheda pratica: difficoltà facile per la visita panoramica e le passeggiate brevi; durata adattabile da un’ora a mezza giornata, secondo l’itinerario effettivamente scelto.

Cosa vedere e fotografare: La cascata è il soggetto principale, soprattutto quando il rilascio d’acqua è consistente. Riale offre invece fotografie completamente diverse: case alpine, prati e montagne che chiudono l’orizzonte.

Storia e curiosità: La Val Formazza è una delle aree piemontesi più strettamente legate alla cultura walser. Le comunità di origine germanica hanno lasciato tracce nella lingua, nell’architettura e nelle tradizioni locali.

Dove fermarsi: Riale e la zona della cascata offrono punti di ristoro e strutture ricettive, con aperture che variano secondo la stagione.

Come arrivare e parcheggiare: Dalla A26 e dalla SS33 si raggiunge lo svincolo per Valle Antigorio–Formazza. Si prosegue sulla SS659 attraverso Baceno e Premia, quindi verso Formazza, la Cascata del Toce e Riale. I parcheggi vanno scelti in base alla visita e alle eventuali limitazioni del periodo.

Quando andare: Da giugno a ottobre per le passeggiate ordinarie. Se l’obiettivo principale è fotografare la cascata in piena portata, il calendario delle aperture è più importante del mese in sé.

Cascata del Toce passeggiate

🍂 10. Val Troncea: una camminata tra larici, torrenti e antiche borgate alpine

Val troncea passeggiata

La Val Troncea, sopra Pragelato, è una delle vallate più piacevoli per chi cerca una montagna meno spettacolare in senso monumentale, ma ricca di atmosfera. Qui il paesaggio è fatto di lariceti, prati, torrenti e antichi insediamenti che raccontano la vita delle comunità alpine.

La valle appartiene al sistema delle aree protette delle Alpi Cozie e offre itinerari di difficoltà differente. Per questa selezione scegliamo una passeggiata di fondovalle, adattabile anche a chi non desidera affrontare grandi salite.

Itinerario: Si parte dall’area di Pattemouche, nei pressi di Pragelato, e si segue il percorso che entra nella Val Troncea. La prima parte conduce verso Laval, mentre proseguendo si incontrano ambienti più appartati e altri nuclei alpini.

La possibilità di scegliere il punto in cui tornare indietro è uno dei vantaggi dell’itinerario. Una famiglia può limitarsi a una passeggiata breve, mentre chi è abituato a camminare può raggiungere zone più interne della valle.

Scheda pratica: difficoltà facile nei primi tratti, crescente con la distanza; durata variabile da 2–3 ore per una passeggiata breve a un’escursione più lunga per chi prosegue nel vallone.

Cosa vedere e fotografare: I lariceti, i prati alpini, il torrente Chisone e le borgate tradizionali. In autunno, quando gli aghi dei larici diventano gialli, la valle offre alcuni dei colori più belli della montagna torinese.

Storia e curiosità: La Val Troncea conserva testimonianze delle attività agro-pastorali e minerarie del passato. La presenza di antiche borgate e percorsi di lavoro permette di leggere il paesaggio non soltanto come ambiente naturale, ma anche come territorio abitato e trasformato dall’uomo.

Dove fermarsi: Pragelato offre la scelta più ampia di servizi. All’interno della valle la disponibilità di punti di ristoro è più limitata e stagionale: conviene portare acqua e qualcosa da mangiare.

Come arrivare e parcheggiare: Da Torino si segue la A55 verso Pinerolo, poi la SR23 attraverso la Val Chisone, Fenestrelle e Pragelato. Si prosegue verso Pattemouche e le aree di accesso alla Val Troncea, verificando eventuali limitazioni al transito e alla sosta.

Quando andare: Da maggio a ottobre, secondo quota e condizioni. Per i colori dei larici è particolarmente interessante ottobre, mentre l’estate è più adatta a chi desidera proseguire verso la parte alta della valle.

Val Troncea sentieri

🌤️ Quando andare a camminare in Piemonte: primavera, estate, autunno e inverno

La stagione migliore dipende soprattutto dalla quota. Il calendario non basta: un inverno molto nevoso può ritardare l’accesso ai sentieri, mentre una nevicata autunnale può rendere impraticabile in poche ore un percorso che il giorno precedente era completamente asciutto.

Da marzo a maggio. È il periodo più delicato per le escursioni in montagna. Nelle vallate più basse e sui sentieri esposti al sole possono esserci già condizioni favorevoli, ma sopra i 1.500–1.800 metri la neve può essere ancora abbondante. In questa selezione conviene privilegiare tratti bassi della Val Troncea e del Lago di Ceresole, soltanto dopo averne verificato la percorribilità.

Da giugno ad agosto. È la stagione più adatta per affrontare il maggior numero di itinerari. A giugno possono ancora esserci nevai sulle quote più elevate, ma luglio e agosto rappresentano normalmente il periodo di riferimento per Nivolet, Pian del Re, Zamboni-Zappa e rifugi delle Alpi Marittime. Le giornate sono lunghe, ma i temporali pomeridiani richiedono partenze mattutine e attenzione alle previsioni.

Settembre e ottobre. Sono mesi straordinari per la fotografia e per chi ama camminare con temperature più fresche. Alpe Devero e Val Troncea sono particolarmente interessanti per i larici. In alta quota, però, giornate più brevi, gelate e prime nevicate possono ridurre rapidamente la finestra utile.

Da novembre a febbraio. Non consigliamo di affrontare automaticamente i dieci itinerari descritti con le normali scarpe da trekking. Alcune località rimangono accessibili e offrono passeggiate invernali su tracciati battuti, ma altri percorsi richiedono attrezzatura, competenze specifiche e valutazione del pericolo valanghe. Una strada aperta non significa che il sentiero vicino sia sicuro.

🎒 Come prepararsi e scegliere la passeggiata giusta

Una camminata di cinque chilometri su un sentiero di fondovalle non equivale a cinque chilometri sopra i 2.000 metri. Prima di partire è necessario valutare dislivello, fondo, condizioni meteorologiche e capacità effettive di chi partecipa.

Per una normale escursione estiva sono consigliabili scarpe da trekking con buona aderenza, acqua sufficiente, abbigliamento a strati, giacca impermeabile, protezione solare, telefono carico e una mappa consultabile anche offline. Sui percorsi più lunghi conviene portare anche una piccola scorta alimentare e una torcia frontale.

La presenza di un rifugio non garantisce che sia aperto. Analogamente, la possibilità di raggiungere in automobile un parcheggio in alta quota dipende dalle condizioni della strada, dalle chiusure stagionali e dalle eventuali regolamentazioni ambientali.

❤️ Quale camminata scegliere in Piemonte?

Se l’obiettivo è una giornata tranquilla con bambini abituati a camminare, sceglierei Alpe Devero, Lago Verde o un tratto del Lago di Ceresole. Sono itinerari nei quali il paesaggio offre molto anche senza dover percorrere grandi distanze.

Per chi desidera soprattutto fotografare, Alpe Devero in autunno, Pian del Re con il Monviso sullo sfondo e il Lago Verde nelle giornate luminose sono tre destinazioni molto differenti, ma altrettanto interessanti.

Chi cerca invece un’esperienza più propriamente escursionistica può orientarsi verso il Rifugio Zamboni-Zappa, il Lago Laus o il Rifugio Genova-Figari, prestando particolare attenzione a quota, dislivello e condizioni del sentiero.

La Cascata del Toce è probabilmente la proposta più indicata per chi desidera unire natura, paesaggio e visita turistica, mentre la Val Troncea permette di scoprire una montagna fatta anche di storia, piccoli insediamenti e tradizioni.

elenco passeggiate Piemonte

🔎 Come realizziamo le nostre guide

Per questa selezione abbiamo confrontato informazioni territoriali e documentazione degli enti che gestiscono alcune delle principali aree protette piemontesi, tra cui le Aree protette dell’Ossola e il Parco Nazionale Gran Paradiso. Abbiamo inoltre tenuto conto di accessibilità, varietà paesaggistica e differenze di difficoltà.

Questa prima stesura descrive le dieci destinazioni, ma non costituisce ancora una raccolta di dieci tracciati GPX verificati. In particolare, alcune varianti devono essere definite con precisione prima di attribuire chilometraggio, dislivello e altimetria definitiva. Le indicazioni stradali identificano i principali collegamenti, non sostituiscono la verifica delle condizioni locali.

Una criticità già accertata riguarda il giro del Lago Serrù, segnalato dal Parco come non percorribile per una passerella danneggiata. Prima della pubblicazione definitiva sarà quindi necessario sostituire quel tratto con una variante ufficialmente accessibile.

Per organizzare l’attrezzatura può essere utile anche la nostra guida su Guide-Online.it dedicata a cosa portare per un’escursione di un giorno.

Nota editoriale: il testo dell’articolo è completo nella sua prima versione narrativa. Resta da preparare il corredo grafico concordato: per ciascuno dei dieci percorsi, una grande mappa del tracciato con punti numerati, il profilo altimetrico ricavato dalla traccia effettiva e le miniature fotografiche dei luoghi d’interesse. Non utilizzeremo profili altimetrici inventati per riempire le infografiche.

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Beppe Genova

Beppe Genova

Beppe Genova è autore e responsabile editoriale di Guide-Online.it. Cura guide pratiche e tutorial verificando fonti, procedure e aggiornamenti, con particolare attenzione alla chiarezza e all’utilità per i lettori.

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