Come scegliere un parquet e perchè

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State ristrutturando casa e state prendendo in considerazione l’idea di una di una pavimentazione in legno? Oppure volete dare un nuovo tono alla vostra casa? A seguire vi forniremo una breve descrizione sul perchè e sul come.

Perche scegliere il parquet e varie tipologie di prodotto

Il parquet nasce in Scandinavia, e pian piano si sta diffondendo in tutta Europa: lo stile nordico tradizionale lo colloca in abbinamento ad un arredamento particolarmente semplice e pratico. Se l’estetica gioca un ruolo importante, con colori pastello chiaro alternati a quello del legno delle foreste nordiche, la funzionalità è la vera essenza di questo stile: il pavimento deve essere resistente e facilmente sostituibile.
Una volta diffusa, l’idea del parquet si è prestata a varie trasformazioni, sia dal lato delle finiture, sia da quello della mera messa in posa.

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Lo stile tradizionale prevede una pavimentazione in legno massiccio, o massello, ricavata da un’unica struttura di legno nobile, con spessore variabile. Il massello, una volta incollato al pavimento, richiede una lavorazione di più giorni in quando necessita di essere levigato, stuccato e verniciato. Per la posa, a meno che non sia possibile appoggiare direttamente i pannelli al pavimento preesistente, il massello deve esser sostenuto da un supporto di travetti. E’ lo stile che lascia più discrezionalità agli acquirenti: tipo di spazzolatura o grado di lucentezza della vernice sono solo due delle possibità. Altra gran prerogativa del tradizionale è la risposta all’usura: com’è ovvio, col tempo la verniciatura perderà colore e lucentezza. Ma non preoccupatevi, sarà sufficiente rilevigare e riverniciare il pavimento, facendolo tornare come nuovo!

L’alternativa è il prefenito, che ha dalla sua economicità e rapidità della messa in posa. E’ formato da un sottile strato di legno nobile (circa 2,5 millimetri) posato su una base di legno più (abete o betulla) o meno pregiato (pioppo). Ma la più diffusa è quella flottoante, appoggiata su tappetini fonoassorbenti e bloccanti, di poliuretano espanso. Dal punto di vista della resistenza all’usura è meno versatile del tradizionale, in quanto è rilevigabile solo se lo spessore di prefinito supera i 3 millimetri. Dalla sua ha la facilità di posa (i pannelli si incastrano l’un con l’altro) e sostituzione (si perderebbe all’incirca solo un quinto del materiale) e l’affinità con pavimentazioni con pannelli radianti, in quanto la superficie è resa meno soggetta al calore dal tappetino isolante.
Una volta entrato nel mercato, il prefinito era considerato “di nicchia“, ma recentemente la tendenza si è invertita, col massello in calo di ordinazioni e più caro.

Una volta effettuata la scelta tra una pavimentazione in legno massiccio ed il prefinito, bisogna prendere in considerazione altri aspetti. Il primo è meramente funzionale, in quanto determinati tipi di legno, in presenza di ambienti umidi, tendono a dilatarsi, incrinando la struttura del parquet formando delle sporgenze particolarmente fastidiose. Quindi, in ambienti umidi come cucina e bagno, l’uso di legni duri come il rovere diminuisce drasticamente l’eventualità appena descritta.
L’altro aspetto è quello estetico, in quanto il parquet si presta agli stili più disparati, in quanto riverniciabile e sostituibile.

Ora, con un essenza ben definita, la scelta volge alla messa in posa, che può essere a correre, a spina di pesce, a spina ungherese, o a mosaico.
La messa in posa a correre è la più diffusa: i pannelli sono disposti orizzontalmente a cassero regolare (come la disposizione dei mattoni in un muro, col pannello disposto esattamente a metà di quello adiacente) o a cassero irregolare (i pannelli sono disposti in apparente ordine casuale, solitamente ad un quinto di quello adiacente). E’ tuttavia necessario che i muri non siano fuori squadra, in modo da permettere un’ordinata messa in posa.
Quella a spina di pesce prevede che i pannelli siano posizionati in file parellele ad angolo retto, dritte o in diagonale.
La disposizione a spina ungherese ricorda una freccia, con pannelli squadrati diagonalmente e disposti a 45° o 60°, con una modalità di posa simile a quella a spina di pesce.
Nella posizione a mosaico, i pannelli sono disposti in modo da formare un quadrato. I vari quadrati sono poi disposti in senso opposto a quello dei quadrati adiacenti, in modo da creare un effetto scacchiera.

 

 

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