Come lavorare sulle piattaforme petrolifere

0

- Sponsor -

Momento perdurante di crisi e non sono pochi coloro che, dopo la ricerca infruttuosa di una qualsiasi occupazione, decidono di guardare altrove, valutando la possibilità di trasferirsi all’estero piuttosto che di  trovare impiego in contesti atipici.
Uno di questi, ad esempio, è quello di trovare lavoro su di una piattaforma petrolifera.
Naturalmente si tratta di un contesto che richiede non pochi sacrifici, ma la retribuzione potrebbe valerne la pena.
Vediamo di capirne qualcosa di più.

 

Come trovare lavoro su di una piattaforma petrolifera

Parliamo di un’occupazione che richiede una capacità d’adattamento non comune, costringendo coloro che vi lavorano a restare mesi  e mesi lontano da casa, vivendo in mezzo al mare (anche se, di norma, non si lavora mai più di 6 mesi all’anno).
Non pochi disagi, ma premiati dal punto di vista economico, considerando che, mediamente, un’attività  in piattaforma viene retribuita dalle 2,5 alle 4 volte in maniera maggiore rispetto alla stessa, ma volta a terra.
Si calcoli che, per fare un esempio, un’assistente di perforazione arriva a prendere 3-3.500 euro al mese,  un cuoco un idraulico o un meccanico possono guadagnarne  circa 1.000 in più, mentre un ingegnere si avvicina ai 10.000
Inoltre, si tratta di una richiesta che interessa trasversalmente attività molto diverse: dalla ricerca alla produzione, da attività logistiche e di trasporto per finire con quelle relative alla  trasformazione e alla commercializzazione di petroli. Accanto a queste, naturalmente, tutte quelle ausiliarie richieste.

- Da vedere -

Naturalmente per trovare impiego in questo scenario è importante possedere un livello di specializzazione elevato.
Non meno fondamentale possedere un livello d’inglese adeguato. Il padroneggiarlo si rende necessario poichè, anche quando le compagnie petrolifere non fossero straniere, sulle piattaforme viene impiegata una maestranza internazionale, con la quale è possibile rapportarsi solo appunto in inglese.
Nonostante sia possibile lavorare anche nel nostro Paese, la presenza limitata di installazione rende molto difficile trovare lavoro in Patria, molto più facile trovare offerte di lavoro all’estero, sopratutto nel continente africano.

Ovviamente la ricerca non può che passare dai siti delle maggiori compagnie: a cominciare dalle più note Eni, a Erg, per passare a Total, Shell o Api. Naturalmente accanto a queste, ne esistono altrettanti di importanti anche se, probabilmente, meno note alla platea italiana, come la britannica Marske Site Services Limited, la GulfChevron Corporation o ancora Exxon Mobil.

 

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.